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La deportazione dei Liguri Apuani diventa un romanzo

"Siamo liguri o romani?". Domani la presentazione dell'opera dello studioso Lorenzo Marcuccetti.

La deportazione dei Liguri Apuani diventa un romanzo

Cinque Terre - Val di Vara - Giovedì 1° agosto alle ore 21 al castello di Madrignano presentazione del libro “Il popolo delle Montagne Splendenti” di Lorenzo Marcuccetti, presente l’autore.
Versiliese di Querceta in comune di Seravezza, insegnante laureato in Storia antica e Storia medioevale all’Università degli studi di Pisa, Marcuccetti si occupa da anni di saggistica e narrativa. Dopo “Deportazione”del 2014 per le stampe di Giorgio Mondadori è uscito recentemente “Il Popolo delle Montagne splendenti” edito dal gruppo CTL di Livorno con i primi due libri “La Guerra” e “L’Iniziazione”. Come nasce questo singolare romanzo lo spiega lo stesso autore ricordando come l’idea di scrivere un romanzo ambientato durante il periodo della deportazione dei Liguri Apuani abbia preso corpo dopo la lettura di un lontano articolo pubblicato nel 1980 sul mensile “Versilia Oggi” da Gianfranco Spagnoli dal titolo significativo “Ma allora, siamo Liguri o Romani?”.

Nasce nel giovane Marcuccetti l’idea di scrivere un romanzo limitato al momento ai primi due capitoli “E come casa un cielo di stelle”. Tutto questo avviene all’indomani dal ritorno di un viaggio in Sannio con una delegazione versiliese recatasi in visita a Circello, luogo simbolo della deportazione degli Apuani. D quel momento l’amore per quella terra e le vicende che portarono alla deportazione stimolano la curiosità di Lorenzo e sarà grazie a lui che alcuni appassionati della provincia spezzina si recheranno anni più tardi in Alto Sannio dove restano a ricordo della antica popolazione colà trasferita con la forza dai Romani i pochi resti della colonia sorta in località Macchia e la memoria vivente di un gruppo di appassionati di storia locale con la associazione culturale “Cercellus”.
Le varie stesure del romanzo saranno realizzate da Marcuccetti in periodi diversi frutto della progressiva acquisizione di conoscenze e approfondimenti sulla storia dei Liguri antichi.
Arriviamo così al 2017 con la settima e ultima stesura. Crediamo che Marcuccetti, ben lungi dal pensare di trarre profitto economico da un romanzo davvero singolare caratterizzato da un così lungo e complesso parto, abbia viceversa inteso creare una sorta di catarsi collettiva con i lettori per condividere insieme a loro l’amore smisurato per la propria identità culturale. Così facendo ha inteso non semplicemente scrivere un romanzo ma dare all’intero contesto in cui si muove per secoli il popolo apuano una sorta di lettura epica. E’ come uscire dall’anonimato in cui la storia ufficiale ha condannato una popolazione coraggiosa e profondamente legata alle sue tradizioni, come a volerla riscattare dall’oblio.
Il romanzo che viene presentato dal titolo “ Il popolo delle Montagne Splendenti”diventa così il primo di una trilogia che ha mantenuto il suo nome originario “E come casa un cielo di stelle” e che vedrà nei due successivi volumi di prossima pubblicazione, dal titolo “L’Apuano” e “La Sciamana”, una naturale continuazione. “Il popolo delle montagne splendenti” ha al suo interno due autonome storie che rappresentano due distinti momenti narrativi, “La Guerra” e “L’Iniziazione”. Nel primo rivivono le drammatiche vicende legate alla epica battaglia del “Saltus Marcius” in cui un esercito apuano formato da tutte le tribù fra loro confederate annienta l’armato romana del console Quinto Marco Filippo attraverso gli occhi del giovane guerriero apuo Kara. Nel racconto campeggeranno grandi figure quali Njsidea, il centurione romano Quinto Levilio e i capi sciamani. Nel secondo si uscirà dai canoni della storia documentata per affrontare il racconto quotidiano con Kara che da adolescente diventa presto uomo sotto la guida del suo maestro Strabyeno.

A cura Consorzio “Il Cigno”

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