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Il convento dei Cappuccini di Monterosso compie quattrocento anni

Domenica 25 febbraio le celebrazioni, previsto l'arrivo di molti fedeli.

Il convento dei Cappuccini di Monterosso compie quattrocento anni

Cinque Terre - Val di Vara - Al via alle Cinque Terre le celebrazioni per i 400 anni del Convento dei Cappuccini a Monterosso al Mare, perla del Golfo ligure di levante più visitato d'Europa. E che, non a caso, nel 2014 si è aggiudicato il riconoscimento di "Luogo del cuore Fai" bene storico artistico culturale italiano di proprietà non pubblica più segnalato dal popolo del Fondo per l'Ambiente Italiano, con oltre 110 mila voti da persone italiane e di tutto il mondo che è valso al convento il primo posto nella prestigiosa classifica.
"Fra terra e cielo. 400 anni del Convento francescano di Monterosso" è il titolo delle manifestaioni per i 400 anni del "paradiso delle Cinque terre" che, raggiungibile solo a piedi e oggi ritornato a vita piena grazie all'impegno dell'attuale rettore padre Renato e dei volontari che con lui al convento si sono votati, sovrasta Monterosso e domina l'intero Golfo sotto lo sguardo attento e benevolente della imponente statua di san Francesco e i lupo rivolti verso il mare.

La storia, dal principio. Il 20 febbraio 1618 fu infatti posta la croce sul colle di San Cristoforo, il promontorio sospeso fra terra e cielo, nel punto in cui sarebbe sorto il Convento dei Frati Cappuccini di Monterosso al Mare. Il terreno fu donato ai frati cappuccini affinché, con la loro presenza, potessero portare pace fra le fazioni presenti nel piccolo borgo di pescatori. Posta nell'ottobre del 1619 la prima pietra dell'edificio, furono necessari alcuni anni per portare a termine l'intero complesso che si è conservato per buona parte intatto finì ai nostri giorni e ancora domina il paesaggio delle Cinque Terre e offre una indimenticabile esperienza spirituale ed emotiva a chiunque lo venga a visitare oltre ad essere uno scrigno artistico e culturale e una memoria fondamentale di storia e tradizioni.

La celebrazione. Promosso dalla fondazione e la Provincia di Genova dei Frati Minori Cappuccini l'evento intende promuovere per tanto dal febbraio 2018 al febbraio 2019 un articolato calendario di eventi, attività, visite guidate, conferenze, mostre, spettacoli e pubblicazioni - sia di carattere religioso che culturale, storico e di intrattenimento - così da poter festeggiare in modo adeguato l'importante ricorrenza. Domenica 25 Febbraio le celebrazioni avranno una giornata di inizio solenne alla presenza dei vertici dei padri francescani. L'appuntamento è alle 10 al convento dove verrà scoperta una targa commemorativa dei 400 anni. Seguirà una processione, animata anche dalle antiche Confraternite monterossine e accompagnata dalla Banda musicale "la Monterossina" e dal coro parrocchiale che si snoderà dal convento fino alla Basilica di san Giovanni a Monterosso dove sarà concelebrata una Messa alle 11 dal Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini padre Mauro Jöhri, dal Padre Provinciale dei francescani di Genova padre Francesco Rossi Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista e dal rettore del convento, padre Renato Brenz Verca. Insieme a loro anche il parroco di Monterosso don Antonio Carozza e i molti altri frati cappuccini che per l'occasione raggiungeranno Monterosso. Sarà anche data lettura e impartita la benedizione apostolica trasmessa da Papa Francesco.

Un pranzo in piazza. Le celebrazioni proseguiranno quindi con un pranzo in piazza aperto a tutti offerto dai francescani in collaborazione con il Comune di Monterosso guidato dal sindaco Emanuele Moggia che porterà il saluto delle Autorità e con la la "Confraternita della pentola di Senag, nel solco dello spirito dell'ordine della condivisione del desco. Regola rigorosa del convento di Monterosso che da oltre dieci anni è tornato a essere sede di pellegrinaggi spirituali all'insegna della condivisione materiale e spirituale dei soggiorni nell'eremo. Nel pomeriggio sono previsti animazioni e canti francescani in piazza con Frate Alberto e "Quelli di SanBa".
Considerata la sua posizione di alta suggestione che domina dal Colle di San Cristoforo - luogo d'insediamento del l'antico Castello da cui ha origine il borgo - il Convento è visibile da tutte le Cinque Terre e si colloca come un forte elemento di attrazione per i turisti considerato anche l'alto valore storico e artistico dei tesori d'arte che esso contiene: si ricordano la Chiesa seicentesca in stile cappuccino con altare e coro in legno, le sue opere d'arte (fra cui la "Crocefissione" attribuita al pittore fiammingo Antoon Van Dyck, "San Girolamo penitente" di Luca Cambiaso), il refettorio a volte con "La Veronica" dello Strozzi.

Il convento. La costruzione del convento fu iniziata nel 1618-19, mentre la Chiesa venne consacrata qualche anno dopo. L'edificio risultava costituito da dodici celle più gli ambienti comunitari, con orti su più livelli, chiesa e sagrato. I frati cappuccini hanno sempre seguito da vicino le sorti del borgo e sono stati un insostituibile aiuto sia spirituale che concreto. Nel XIX secolo malgrado la popolazione insorgesse il convento venne chiuso per effetto delle leggi napoleoniche: Nel maggio 1816 parte del convento viene concessa ai frati. Ma la pace claustrale durò solamente un cinquantennio: nel 1867 il complesso venne nuovamente chiuso per effetto delle leggi sabaude, per evitare lo smembramento gli orti vennero comprati da Pietro Benvenuto di Monterosso ed il convento venne rilevato da don Giuseppe Policardo di Monterosso che vi abitò, con l'intento di farvi ritornare i frati. Il convento fu riaperto nel 1895 dalla stessa congregazione che l'aveva fondato. Negli orti storici si coltivavano limoni e vigneti oltre ad ortaggi e alberi da frutto. Dopo un'ulteriore chiusura nell'ultimo decennio del XX secolo, dal 2006 il Convento è tornato alla sua antica funzione di luogo di pace e raccoglimento.

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