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Don Giulio e 'Bella Ciao" suonata dal campanile: "Un gesto di nobiltà spirituale e artistica"

in risposta alle proteste della lega
Don Giulio e 'Bella Ciao" suonata dal campanile: "Un gesto di nobiltà spirituale e artistica"

Cinque Terre - Val di Vara - "Buongiorno, desidero scrivervi questo messaggio a seguito di quanto ho letto ieri a proposito del post pubblicato da Alessandro Rosson su Facebook. Vi scrivo però non per commentare le sue parole, che mi hanno rammaricato ma sulle quali non intendo tornare sopra nella consapevolezza che io e lui viaggiamo su due piani completamente diversi e distanti, ma lo faccio con l'intento di far cogliere a voi la ricchezza di quanto Johannes ci ha donato domenica scorsa". Così la lettera con cui Don Giulio da Bonassola scrive ai concittadini in merito alla polemica politica accesa dalla Lega nei suoi confronti.
"Innanzitutto, quanto Johannes ed io abbiamo voluto proporvi, compresa la musica di "Bella ciao", non aveva alcun significato partitico, ma voleva invece esprimere un valore spirituale ed artistico. Ricordo infatti che il canto "Bella ciao", che si è fatto conoscere col tempo praticamente in tutto il mondo, ha un legame stretto con la difesa di quei valori della libertà, fondanti della nostra democrazia, per i quali hanno lottato e dato la propria vita persone di diversa estrazione politica e religiosa (fra i quali anche tanti cattolici, preti compresi). Ed è bello che questa inclusività sia stata evidenziata anche dal bel gesto che Johannes compie tutte le domeniche quando suona la tromba: lo fa rivolgendosi "ai quattro venti", suonando cioè da ognuna delle aperture del campanile. Un segno di inclusività, la manifestazione del desiderio di non voler appunto escludere nessuno; e quelle quattro suonate, che, grazie al bellissimo spirito jazzista che anima Johannes, contengono variazioni nel modo di essere realizzate, vogliono anche essere espressione di grande libertà.
Fatta questa premessa, desidero rilevare l'elevata qualità artistica della musica che ci è stata offerta domenica scorsa. Fin dall'inizio di questa esperienza abbiamo infatti tentato di regalare qualcosa di spiritualmente nutriente, che potesse essere fruito da tutti, credenti e non credenti; e abbiamo pensato che la bellezza rappresentasse un valore e un desiderio che potesse accomunarci tutti.
Vi invito in questo spirito a vedere o, nel caso lo abbiate già fatto, a rivedere il video che trovate anche sulla pagina Facebook della Pro Loco. Sono certo che coglierete non solo il talento di Johannes nel suonare sia le campane che la tromba, ma anche la sensibilità e lo spessore umano di questo artista, che, perfino nella gestualità e nella mimica, comunica la gioia e l'incanto dello spirito quando si confronta con la creatività e con la bellezza.
Mi fa piacere rilevare anche una curiosità che forse a molti di noi era sconosciuta e che Johannes mi ha segnalato. La musica di "Bella ciao" deriva da una musica popolare ebraica nata nell'Europa dell'Est, poi emigrata negli Stati Uniti agli inizi del '900 e quindi giunta in Italia dove è diventata la base di quell'inno che ci ricorda il valore dei partigiani durante la Resistenza... e chi conosce Johannes sa quanto questo riferimento al popolo ebraico sia significativo per la storia vissuta dalla sua famiglia all'interno della Germania nazista.
Quanto alla scelta dei pezzi mi ha colpito un particolare, che da noi italiani non è immediatamente apprezzabile ma che era volutamente presente nell'intenzione di Johannes. I due motivetti che ha musicato con le campane prima di suonare la tromba sono due canzoncine tedesche per i bambini. Johannes, attraverso la scelta di far precedere la musica di "Bella ciao" da questi altri due pezzi, ha voluto cioè ricordare come tanti dei partigiani erano proprio dei giovani, a volte ancora ragazzini, che hanno rinunciato alla loro fanciullezza, che hanno donato la loro vita per consegnare a noi i valori della libertà e della democrazia.
Scusatemi per il lungo messaggio. Non voleva essere, in prima battuta, un elogio di Johannes le cui qualità di musicista non hanno bisogno di essere da me sottolineate, ma ci tenevo molto a farvi sapere che dietro la "scampanata" della domenica c'è tanto amore, progettualità, creatività. Per questo, e non per altri motivi ideologici o partitici, crea sconcerto e dispiacere vedere sviliti intenti e finalità che personalmente ho sostenuto e sollecitato perché ne ho percepito la nobiltà spirituale e l'eleganza formale e la cui realizzazione mi rende non solo contento, ma anche molto orgoglioso.
Grazie"

Don Giulio


Johannes Faber suona "Bella Ciao" dal campanile di Bonassola

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