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"Sebben che siamo donne" approda alla Festa della Resistenza di Montaretto

"Sebben che siamo donne" approda alla Festa della Resistenza di Montaretto

Cinque Terre - Val di Vara - Prosegue il giro delle presentazioni del libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” (edizioni Cinque Terre). La prossima tappa toccherà Montaretto di Bonassola, in occasione della Festa della Resistenza, tradizionale appuntamento del 25 aprile. Il libro, presente Giorgio Pagano, sarà presentato alle ore 16 da Stefania Novelli, Presidente dell’ARCI della Spezia.
Così Giorgio Pagano commenta la presentazione del libro in occasione del 25 aprile:
“La Resistenza nei nostri monti fu un grande moto popolare. Tutto il popolo, anche quello non combattente, vi partecipò con la sua opera di solidarietà, dagli operai delle fabbriche ai contadini delle valli. E decisive furono le donne delle campagne e delle montagne. Tutti gli strati sociali parteciparono: non è vero che il popolo fu scoraggiato e silente. La Resistenza fu una guerra popolare perché il popolo -anche le donne, che sono coloro che più aborrono le guerre- ne comprese il significato e diede tutto se stesso nella lotta per la sopravvivenza, perché anche di questo si trattò, e per la vittoria. I partigiani dei nostri monti sopravvissero nei durissimi inverni 1943-44 e 1944-45 soprattutto grazie alle famiglie contadine e alle coraggiose donne delle campagne e delle montagne, che li ospitarono e li sfamarono per mesi. Nell’occasione del 25 aprile ricordiamo dunque non solo lo scontro bellico ma anche la corposità e l’intensità della Resistenza non armata; non solo i combattenti ai monti, ma anche le donne, gli operai, i contadini, i ragazzi, i sacerdoti.
Donne e uomini semplici, il cui comportamento in quei mesi ci fa capire che cosa vi fu alla radice di tutta la Resistenza, armata e civile: la scelta morale. La scelta per il bene contro il male, per la libertà contro la dittatura, per la vita intesa come cammino non solo individuale ma anche collettivo, per gli altri e con gli altri. La vita intesa come farsi carico della sofferenza degli altri: è questa la lezione perenne delle donne protagoniste del libro e di tutti i resistenti”.

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