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“La coda della cometa", a Framura con l'autrice Luisa Fressoia

“La coda della cometa`, a Framura con l´autrice Luisa Fressoia

Cinque Terre - Val di Vara - Sabato, 3 giugno 2017 alle ore 21.00, nell’Aula Consiliare di Framura in Località Setta, verrà presentato il libro “La coda della cometa. Donne di Milano, storie degli anni Sessanta e Settanta” a cura di Luisa Fressoia (ali&no Editrice, 2013, Perugia).
Una raccolta di dieci storie intensamente vissute. Gli stili di scrittura, pur molto diversi fra loro, hanno in comune tre fattori importanti: si parla di donne, di Milano e degli ormai mitici anni ’60 e ’70. Attraverso le voci delle protagoniste scopriamo sogni, esperienze e lotte, riviviamo il clima di una città e di un’epoca con il fermento politico e culturale che ha poi prodotto molteplici cambiamenti nelle nostre vite individuali e di coppia. Storie raccolte da Luisa Fressoia, curatrice del volume, pedagogista, milanese d’adozione che da anni lavora con passione nel campo della scrittura autobiografica. A questa presentazione, oltre alla curatrice del volume, saranno presenti alcune autrici delle storie che leggeranno i loro brani. “Ognuna di queste scrittrici” ha commentato Silvia Vegetti Finzi presentando il libro a Milano presso la Casa della Cultura “ha una forte personalità, nessuna è banale, ciascuna ci porta a conoscenza della sua storia privata, della sua versione dei fatti politici. La raccolta costituisce un medaglione, in un certo senso concluso, ma tutte insieme le storie costituiscono – mi esprimo con un ossimoro – un coro con una voce sola. È talmente unitaria la musica che si ha questo paradosso: ognuna canta con la sua voce e alla fine abbiamo davvero un coro omogeneo e collettivo. Dico collettivo perché si assiste in quegli anni, nel microcosmo del libro e nella grande Storia degli anni ’60 e ’70 al costituirsi delle donne come soggetto collettivo, qualcosa che non ha precedenti. Le donne sono state relegate fino agli anni ’60 soprattutto al privato, nell’ambito della famiglia. Le loro professioni erano soltanto lavori di cura, spesso lavori subalterni. Qui invece ogni donna compie un cammino molto forte, incisivo, si emancipa e produce una nuova soggettività, non avanza nell’isolamento. Avanza da sola e con le altre”.

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