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Volontariato in lutto, la Val di Vara saluta Cesare Delfino

Volontariato in lutto, la Val di Vara saluta Cesare Delfino

Cinque Terre - Val di Vara - Il 24 novembre si è spento nell’abbraccio dei suoi familiari Cesare Delfino, una delle personalità di maggior di spicco del Comune di Bolano. Ripercorrere la sua vita equivale a ripercorrere una parte della storia di ciascuno di noi e del nostro Comune. Uomo di cultura e marinaio allo stesso tempo, ha vissuto mille vite e altrettante esperienze. Imbarcatosi da giovane, all’età di 16 anni, ha frequentato l’Accademia militare di Venezia e ha partecipato alla seconda guerra mondiale. Successivamente è entrato nella Marina Mercantile e dopo 13 anni di navigazione, ha guidato locomotive a vapore presso la Ceramica Vaccari di Sarzana, sua cittadina nativa. In seguito ha rivestito un ruolo dirigenziale per l’ENEL. In tutto questo il suo desiderio di crescere culturalmente non lo ha mai abbandonato. Da brillante studente in gioventù, si è iscritto, in età adulta, alla facoltà di Psicologia, dove si è laureato con il massimo dei voti. Di questa laurea è sempre andato fiero e ha sempre dimostrato quante risorse una persona abbia dentro di sé. Dissacrante, generoso, con un forte senso della giustizia, Cesare ha accompagnato, con il suo impegno nel volontariato, numerose amministrazioni: da Natalino Adorni, a Piergiorgio Pesalovo, a Eraldo Scappazzoni, a Franco Ricciardi Giannoni, per finire con Alberto Battilani. Con ognuno di loro ha intessuto un dialogo profondo, talvolta di rispetto, in altri casi di vera amicizia, ma non ha mai rinunciato al suo ruolo di cittadino attivo. Cesare ha, infatti, incarnato il vero cittadino, colui che non solo conosce i propri diritti e responsabilità, ma sa anche mostrare solidarietà con le altre persone ed è pronto a dare qualcosa di sé alla società. Quando ha iniziato a dedicarsi al volontariato, nel panorama del Comune di Bolano esistevano due filoni: uno in seno alla scuola e alla biblioteca e uno rappresentato dalla Pubblica Assistenza e da alcune prime associazioni o gruppi sportivi. Con lui e grazie al suo spirito battagliero, sono sorte negli anni numerose associazioni e realtà culturali che hanno fatto crescere questo paese. L’A.T.I.C. è stata una di queste associazioni; sorta nel 1975, offriva uno spazio polivalente di informazione, formazione, attività ludico-ricreative e culturali. Pochi anni dopo Cesare, con un gruppo di cittadini, ha dato vita al Comitato per il Carnevale, in cui numerose persone hanno lavorato insieme per realizzare carri in cartapesta che hanno animato, per alcuni anni, le vie del paese. Nel 1980 Cesare ha partecipato alla nascita del Circolo Tennis, che nello spazio della Club-House, proponeva mostre, incontri e attività socio-ricreative. In quegli stessi anni l’amministrazione, sotto una forte spinta del volontariato, realizzava la nuova scuola e la nuova palestra, migliorando notevolmente le potenzialità del territorio. Cesare ha partecipato con grande entusiasmo a quei comitati di cittadini sorti in seno alla biblioteca e al nascente Centro Sociale, nel 1994. È proprio nel Centro sociale, di cui fu presidente per moltissimi anni, che Cesare ha dato uno dei contributi più importanti come uomo, come cittadino e come psicologo. Se questo luogo è oggi un centro di incontro, di aggregazione e di cultura, si deve a lui e a quanti cittadini, come lui, hanno creduto in questo sogno: avere uno spazio apolitico in cui ritrovarsi, come in una seconda casa, in un contesto di cordialità e amicizia. Negli anni ha contribuito alla nascita della Nuova Polis Ceparana, per gestire lo spazio ludico-ricreativo nella struttura del circolo tennis, e all’interno della biblioteca ha partecipato alla nascita dell’Università del Tempo Libero, dove per una ventina di anni e più ha rivestito il ruolo di presidente, organizzatore e docente, in un clima di rispetto, professionalità e amicizia. Nel corso degli anni, Cesare ha partecipato a progetti sull’affettività e sull’educazione sessuale, organizzati nella nostra scuola è ha scritto articoli su questo tema e sull’adolescenza. Ha conosciuto grandi professionisti nel campo della psicologia, che hanno arricchito il suo bagaglio umano e professionale. In uno dei suoi scritti, che può essere considerato il suo testamento, spiega in cosa consistesse il senso del vivere per lui. “Vivere è una possibilità, una conquista, una continua scoperta. L’uomo “se si alza la mattino, vede l’alba, poi il bagliore del sole, i bei colori che, da tenui con ombre rosate, diventano luci durante il percorso giornaliero e poi .. poi il tramonto, la luce lontana sparisce, l’orizzonte diventa rosa, ritornano le ombre e se il tramonto è bello, sul mare può comparire il “raggio verde”. La giornata è finita. Il raggio verde ha lasciato un ultimo importante segnale. È un po’ così la vita”.
E allora, grande Cesare, naviga ora con il vento in poppa verso il tuo Raggio Verde.

SANDRA VOLORIO
Già assessore alla Cultura del Comune di Bolano

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