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Un ricordo di Don Devoto, che lasciò la cattedra per l'altare

era nato a lerici nel 1944
Un ricordo di Don Devoto, che lasciò la cattedra per l'altare

Cinque Terre - Val di Vara - Don Piergiovanni Devoto non ce l’ha fatta. Era malato da tempo, tanto che aveva dovuto abbandonare tutte le attività pastorali e ieri mattina si è spento nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale della Spezia. Se ne va con lui non solo un sacerdote generoso ed attivo, sia pure fatto a suo modo, ma anche un uomo di cultura. Insegnante di latino, era forse uno dei pochi rimasti, almeno alla Spezia, capace di parlare correttamente e correntemente in latino, materia della quale ancora sino allo scorso anno organizzava di persona dei corsi volontari di apprendimento. La sua era stata una vocazione adulta. Nato a Lerici nel 1944, in pieno conflitto mondiale, quando entrò in seminario, alla fine degli anni Settanta, era già docente ordinario di materie letterarie al liceo classico “Lorenzo Costa” della Spezia. Ordinato sacerdote dal vescovo Siro Silvestri il 23 giugno 1981, fu per sette anni parroco a Pieve di Zignago e a Serò, piccole parrocchie dell’alta Val di Vara. Dopo un breve periodo trascorso a Valdipino, dal 1989 è stato per circa vent’anni parroco della Sacra Famiglia ai Vicci. In seguito è stato l’ultimo cappellano dell’ospedale succursale del Felettino ed infine reggente della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria al Favaro. Per alcuni anni, dopo il 2000, ha fatto parte del consiglio presbiterale. A partire dal 1991 e sino allo scorso anno ha insegnato all’Istituto superiore di scienze religiose, in particolare la disciplina di teologia dogmatica. Appassionato di viaggi, che organizzava a più riprese in Terra Santa ed in altre regioni del mondo, guidava con passione i partecipanti alla conoscenza del mondo, che era anche per lui la conoscenza della fede e della storia della Chiesa. Era semplice come un fanciullo ma rigoroso come tutti i veri studiosi dovrebbero essere. Ora ha raggiunto i suoi genitori, ai quali era stato legatissimo. Purtroppo, a seguito delle restrizioni dovute all’epidemia in corso, non potranno essere celebrati i funerali. Ci sarà soltanto una benedizione che il cappellano dell’ospedale don Gianni Sarti impartirà domani pomeriggio alla salma. Alla sorella e ai nipoti le nostre più sentite condoglianze.

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