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Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Novembre - ore 17.19

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Evasi dopo un permesso premio, pericolosi latitanti stanati a Riccò del Golfo

L'operazione della Squadra mobile, il commissario Di Diana: "Uno degli arrestati era già stato qui per alcune rapine". Il questore vicario: "Operazione brillante dei nostri agenti".

potevano tornare a colpire
Evasi dopo un permesso premio, pericolosi latitanti stanati a Riccò del Golfo

Cinque Terre - Val di Vara - Dovevano rientrare nel carcere di Torino al termine di un permesso premio ma sono fuggiti. A stanarli però, mentre li cercavano dentro e fuori il territorio nazionale, è stata la Polizia di Stato della Spezia nella bassa val di Vara a Riccò del Golfo. A rientrare in carcere, questa volta a Villa Andreino, sono due pugliesi di 55 e 50 anni uno dei quali condannato per omicidio, associazione a delinquere di stampo mafioso e rapina a mano armata. Entrambi sono stati collaboratori di giustizia in alcune indagini collegate alla Sacra corona unita definita anche "la quarta mafia".

La fuga. La fuga dei due risale a qualche giorno fa e dal capoluogo piemontese sono scattati immediatamente l'allarme e le ricerche perché i due arrestati sono stati definiti, anche come ha sottolineato il questore vicario della Spezia Giuseppe Mariano, due elementi di elevata pericolosità.
L'operazione per stanarli è scattata ieri sera alle 22 quando gli agenti della Squadra mobile, coordinata dal vice questore Girolamo Ascione e dal commissario Alessandro Pescara Di Diana, quando hanno fatto irruzione in una zona isolata nel territorio comunale di Riccò dove era presente un piccolo agglomerato di case.

Il blitz a Riccò del Golfo. Gli agenti sono arrivati in quella zona dopo un'attenta indagine investigativa che ha raggiunto il culmine con il blitz. I due fuggiaschi, che si trovavano all'interno dell'abitazione con una donna originaria del Brindisino e al momento segnalata alla prefettura per il possesso di 5.5 grammi di marijuana, si sono barricati in casa e il 50enne nel tentativo di scappare è passato dal tetto saltando poi da uno all'altro.
In quei momenti concitati sono stati sparati anche alcuni colpi in aria, in sicurezza come ha sottilineato più volte il commissario Di Diana, a fine intimidatorio. Per il 50enne però la fuga era più importante e si è buttato da un'altezza di cinque metri rimanendo lievemente ferito per poi scappare nella fitta boscaglia. E' stato bloccato, portato in ospedale e tradotto in carcere assieme al secondo uomo anch'egli collaboratore di giustizia con il quale oltre a condividere la latitanza spezzina si trovava nello stessa sezione nel carcere torinese.

Chi sono gli arrestati. Il più giovane dei due arrestati conosceva già il territorio spezzino. In passato, negli anni delle ondate di rapine ai danni delle gioiellerie, si era distinto in alcuni colpi. Dal 2013 si trovava in carcere e la sua pena sarebbe finita nel 2020. Inoltre era stato indagato per un altro episodio lontano dalla Spezia. Al termine di una rapina commessa a Brindisi durante uno speronamento un agente della Guardia di Finanza è morto e altri 3 sono rimasti feriti.
Il 55enne era stato incarcerato nel 1997 e anche nel suo caso la pena sarebbe finita nel 2020 ed era stato indagato per omicidio e rapina a mano armata.

I potenziali colpi nello Spezzino. Il doppio legame con il territorio spezzino, nel caso del 50enne, non ha fatto escludere agli agenti che entrambi sarebbero potuti tornare in azione in tempi brevi. "La latitanza - ha spiegato il commissario Di Diana - richiede importanti sforzi economici e per questo motivo sarebbero potuti tornare a delinquere. Abbiamo raccolto segnali concreti di questa eventualità. Abbiamo condotto l'intervento nella massima sicurezza e con un numero adeguato di agenti circondando la casa. E' stata un'operazione brillante e nessuno ha corso dei rischi".
"I nostri agenti - ha aggiunto il questore vicario Mariano - hanno saputo distinguersi con grande capacità e conoscenza del territorio riuscendo ad assicurare alla giustizia due persone molto pericolose definite anche negli atti 'senza scrupoli'. Non posso che essere orgoglioso di questa operazione".

Le indagini però non si fermano. Al momento è al vaglio della questura come i due arrestati siano riusciti ad arrivare alla Spezia e sono in corso ulteriori accertamenti anche sullo stabile dove sono stati trovati, quindi, se si tratti di un luogo "di fortuna" oppure se possano esserci altre persone coinvolte. All'interno dell'abitazione non sono state trovate armi.

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