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"Trattamento liquami a Manarola? Non ci siamo"

presa di posizione
"Trattamento liquami a Manarola? Non ci siamo"

Cinque Terre - Val di Vara - A seguito della pubblicazione del report di Comunità Marinara sugli scarichi fognari delle Cinqueterre e della recente petizione avviata a Manarola riguardante il mal funzionamento dell’impianto di trattamento acque fognarie, non passa giorno che sui quotidiani non appaiano notizie relative a lavori da effettuarsi sui vari impianti di trattamento liquami presenti nelle Cinqueterre diffuse da ATO (Ambito Territoriale Ottimale). Auspichiamo che questo iperattivismo “giornalistico” mediatico, si trasformi al più presto in impegno concreto per porre finalmente fine ai problemi che da tempo, da troppo tempo affliggono gli impianti fognari di tutte le Cinqueterre. Per tanto con il presente comunicato si provvede a ribadire i punti che la nostra Associazione ritiene fondamentali e incontrovertibili.

1 – gli impianti di trattamento fognario presenti nelle Cinqueterre, seppur conformi alle attuali normative (quando funzionano) non sono assimilabili nemmeno lontanamente a veri impianti di depurazione, stesso discorso vale per gli impianti di nuova realizzazione e di ultima generazione previsti a Riomaggiore e a Monterosso. Anch’essi alla stessa stregua degli altri impianti, costituiranno il minimo sindacale in materia di trattamento e scarico a mare dei liquami. Quindi si chiede cortesemente di non utilizzare e abusare impropriamente, come già fatto sfacciatamente avvenuto in passato, del termine “depurazione”. che francamente appare fuorviante e avvilente;

2 – il ciclo depurativo incompleto, i frequenti mal funzionamenti degli impianti, la vicinanza alla costa e la modesta profondità delle tubazioni di scarico si stanno protraendo da anni, da troppi anni, con impatti devastanti certamente negativi sull’ambiente marino e sulla qualità delle acque i quali ad oggi non sono ancora ben definibili.  Inoltre, nulla ma proprio nulla viene messo in atto per contenere il problema dei tensioattivi, fosfati ecc., legati all’abbondante (specie di estate) utilizzo di detersivi e saponi;

3 – apprendiamo dalla stampa che lo smaltimento delle sabbie di risulta dei vari impianti rappresenta motivo di grande difficoltà, conseguentemente chiediamo nuovamente: che fine fanno le sabbie/mondiglie di risulta?  Questa operazione è prevista nel contratto/i di gestione? Perché non rendere pubblici i documenti di smaltimento? Se allontanare dai siti di trattamento le sabbie costituisce un problema, perché di ciò non si è tenuto di conto in fase di progettazione? Questa dichiarata difficoltà di smaltimento non costituisce di fatto un errore progettuale ripetuto?

4 – ci viene contestato che le Cinqueterre non presentano siti (spazi) adeguati per poter realizzare impianti di depurazione. Ebbene siamo certi che: tutti i paesi hanno nel proprio immediato entroterra spazi sufficienti alla realizzazione di piccoli e singoli impianti depurativi, tutti i paesi hanno canali che sfociano a mare, che la che la tecnologia (impianti di pompaggio) esiste. Quindi perché almeno non verificare la possibilità di realizzare veri impianti di depurazione a monte di ogni singolo paese e scaricare a mare acque veramente depurate e controllate attraverso gli attuali canali? Ciò comporterebbe la risoluzione definitiva del problema depurazione, una migliore gestione degli impianti, una più semplice e fattibile rimozione delle sabbie ed infine tale gestione non sarebbe di alcun fastidio sia per i residenti che per i turisti;

5 – ci vengono contestati gli ingenti costi, ebbene a questa obiezione potremmo rispondere in diversi modi, potremmo sostenere che da anni i cinqueterrini pagano costi di una depurazione mai compiutamente fornita, che da anni il territorio delle Cinqueterre costituisce fonte di reddito per aziende di ogni tipo, che un territorio a vocazione ambientale (Parco – Area Marina Protetta) e turistica, dovrebbe avere l’obbligo di garantire una reale depurazione, in altre parole, riteniamo sia giunto il tempo di investire idee, progettualità e denaro su impianti di vera depurazione anziché continuare ad investire pubbliche risorse su impianti non virtuosi.

In questo generalizzato e negativo contesto, spiccano in particolar modo le situazioni di Riomaggiore ove da anni le acque fognarie vengono scaricate subito al di sotto della diga cioè a pochissimi metri dalla costa e Manarola dove l’impianto in loco (costi di realizzazione € 448.000 di cui 330.000 erogati dal Parco) non risulta funzionante, forse perché nella vasca di diluizione vi è una grande concentrazione di olio e le vasche di lavorazione sono piene di sedimenti solidi? Inoltre l’alveo del canale ove si trova l’impianto risulta paezialnente ingombrato da sacchi e altri utensili, la griglia del canale è completamente otturata da detriti, la tubazione di scarico è posta a poche decine di metri dalla costa e la stessa raccoglie per intero senza alcun passaggio in impianto le acque fognarie provenienti dalla zona posta in alto al paese di Manarola detta Arpaio. Ebbene, apprendiamo dai giornali che porre fine a tutto questo scempio ambientale……è prevista una spesa pari a € 20.000.  Assolutamente tragicomico! Per i motivi di cui sopra, per la scarsa fiducia nei confronti degli enti/aziende che da tempo avrebbero dovuto intervenire (sfiducia avvalorata dal lungo vissuto quotidiano), questa associazione non sente al momento il bisogno di applaudire o di gioire per le notizie di stampa di questi ultimi giorni, ritenendo le stesse il minimo sindacale dovuto e lautamente pagato e comunque assolutamente non in linea con quanto il nostro ambiente e territorio meriterebbe.

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