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Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Aprile - ore 22.05

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"Le Cinque Terre divise in tre Comuni sono deboli, devono unirsi"

La riflessione è dell'associazione “Cinque Terre un Comune” che dopo il convegno sul turismo a Riomaggiore torna anche sulla querelle con l'assessore spezzino Asti.

problemi e prospettive
"Le Cinque Terre divise in tre Comuni sono deboli, devono unirsi"

Cinque Terre - Val di Vara - “Siamo sempre più convinti che il Comune Unico delle Cinqueterre sia l’unico modo per provare a contrastare con qualche possibilità di successo delle situazioni critiche, che sommate al costante calo demografico in atto, alle scarse risorse economiche e di personale, determineranno a breve una sostanziale perdita di sovranità delle Cinque Terre”. Sembra questa la soluzione plausibile per l’associazione “Cinque Terre un Comune” che a margine dell’incontro che si è tenuto la scorsa settimana, al Castello di Riomaggiore torna sul dibattito esprimendo anche una serie di perplessità riguardo alla presenza sempre costante di turisti, le campagne di comunicazione e il profondo disaccordo espresso nei confronti dell’assessore Asti riguardo al frase "il Comune della Spezia incide territorialmente in modo prevalente sul territorio del Parco Nazionale Cinque Terre”.

Web, al turista non arrivano tutte le informazioni perchè quelle locali rimangono “fuori” dai maggiori sistemi di ricerca”.“Alcuni dei dati illustrati a nostro giudizio sono meritevoli di una più attenta e profonda analisi. Pieno merito e sinceri apprezzamenti alle associazioni organizzatrici e ai preparatissimi relatori. Primo aspetto sul quale riteniamo doveroso fare una velocissima riflessione, riguarda la comunicazione e la potenzialità degli strumenti tecnologici dei principali motori di ricerca web legati al turismo. Senza dubbio si può affermare, che in questo settore i vari siti in rete (a tutti i livelli) a disposizione del cliente turista che deve organizzare un viaggio, seppur ben strutturati, non entrano nemmeno in partita rispetto ai due motori di ricerca mondiale in materia di turismo, che investono ogni anno in questi strumenti una cifra complessiva pari a una media manovra finanziaria di un qualsiasi bilancio statale”.
L’aumento dei flussi turistici. Davide contro Golia? “Il secondo aspetto - scrive in una nota l’associazione - , riguarda il numero dei turisti (croceristi) che insisteranno sulle Cinque Terre nei prossimi 5/6 anni, che oltre a essere previsto in constante aumento, non potrà essere in alcun modo rivisto o contenuto, in quanto i colossi delle crociere (tipo di turismo al momento più economico) a livello mondiale hanno già pianificato i loro programmi sia a corto che a medio termine”.
“Abbiamo appreso - prosegue la nota - , che i turisti scelgono una località secondo vari criteri, i più importanti sono: paesaggio ed esperienza; se sul paesaggio (peraltro non adeguatamente mantenuto) le Cinque Terre non temono confronti, molto più complesso appare il criterio di scelta legato all’esperienza del luogo. Concorrono al termine “esperienza” molti fattori, dallo svolgimento di molteplici attività ad esempio fotografie, trekking, ecc.…, all’offerta di servizi dedicati, offerta enogastronomica e via dicendo. Un fattore costituente il termine “esperienza” ci ha colpito particolarmente, quello riferito alla vita locale. In poche parole, il turista ricerca esperienze di vita locale genuina, vuole sentirsi in qualche modo anche se per poco tempo una persona del posto. Ci chiediamo e abbiamo chiesto ai relatori, come questo determinante fattore possa ancora resistere, considerato che il nostro territorio sta perdendo la propria identità proprio a causa di questo tipo di turismo. I relatori, ci hanno risposto che occorre riuscire a creare un turismo di qualità, di nicchia (com’era qualche anno fa). Ma oggi, come è possibile creare un turismo di qualità, di nicchia nelle Cinqueterre, considerato che in realtà vicine i servizi sono uguali o in alcuni casi migliori dei nostri e che mediamente costano per il turista molto meno? Laconicamente gli esperti, hanno sostenuto che al di là del numero chiuso, tasse d’ingresso ecc. esistono sistemi tecnologici per gestire i flussi, ma contestualmente hanno sostenuto in modo fermo e chiaro che per attuare qualsivoglia misura contenitiva o di gestione, occorrono volontà politica, strutture e figure professionali specializzate e preparate, autentici professionisti della materia. I nostri rappresentanti istituzionali, all’unisono hanno convenuto che occorra predisporre un tavolo permanente in materia di turismo con le associazioni territoriali di categoria. Basterà questa intenzione, questa ennesima manifestazione di buona volontà dei nostri lillipuziani comuni (divisi) a fronteggiare i giganti mondiali del turismo? Esistono le risorse economiche necessarie ad assumere personale di alta qualità specifica in materia? Ci sono le risorse economiche da destinare ai servizi dedicati? Esiste o potrà mai esistere un piano del turismo territoriale unico?”.
”Divisi in tre comuni le Cinque Terre sono meno forti”, la querelle con Asti. “Appare chiaro - prosegue la nota - , che le Cinque Terre suddivise amministrativamente in tre comuni (che complessivamente sommano meno di 4.000 residenti), poco o niente potranno fare, non solo nei confronti delle grandi potenze economico/turistiche mondiali, ma anche solo nei confronti di realtà amministrative attigue o mediamente vicine al nostro territorio, maggiormente strutturate e organizzate, capaci quindi di sostenere con meno sforzo un maggiore impegno economico. A parziale conferma di questo, basti ricordare la dichiarazione dell’assessore al Turismo di La Spezia rilasciata al termine del convegno che in un’intervista dichiarava: “il Comune della Spezia incide territorialmente in modo prevalente sul territorio del Parco Nazionale 5 Terre…”. Ebbene noi crediamo che questa dichiarazione non sia una boutade estemporanea, ma che in qualche modo rifletta un disegno organico, un mettere le mani avanti, quindi benissimo hanno fatto i nostri 3 sindaci a ristabilire la verità. Rimane il fatto, che la dichiarazione dell’assessore, trovi riscontro in alcune azioni concrete, che proprio in questo periodo si stanno progettando, il cui fine ultimo sarà quello di conferire alla Spezia il compito di capofila territoriale in materia di turismo. Infatti, regione e ferrovie stanzieranno cospicui finanziamenti per realizzare la nuova stazione di Migliarina, che di fatto diverrà il punto di partenza del turismo che guarda caso investe e investirà sempre più massicciamente le Cinqueterre. Premesso che tale intervento appare oltreché legittimo anche utile, non possiamo fare a meno di rilevare che sicuramente sarebbero stati più urgenti e significativi interventi sulle stazioni ferroviarie (sia in termini di sicurezza che di accoglienza) delle Cinque Terre, non fosse altro perché sono principalmente esse a produrre ricchezza, ricchezza della quale in molti traggono “benefici riflessi” senza pagarne nessun disagio (condizioni di vita dei nostri paesi). A tutto ciò, dobbiamo sommare il previsto ampliamento della stazione marittima conseguente un già previsto aumento degli attracchi croceristici. Due indizi costituiscono una prova quindi”. .
“Appare evidente, che aprirsi all’esterno, confrontarsi con altre realtà, non solo è ineluttabile e non più procrastinabile - concludono - . Presentiamoci quindi all’inevitabile confronto veramente uniti a tutti i livelli, a partire da quello amministrativo, utilizziamo le cospicue entrate economiche e le opportunità derivanti dalla fusione comunale, per organizzare e strutturare servizi e personale, per avere più peso istituzionale che in fondo significa contare di più”.

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