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Ultimo aggiornamento: Venerdì 19 Ottobre - ore 09.41

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"L'incubo: tre ore nel treno fermo in galleria, al buio e senza aria condizionata"

La testimonianza di un viaggiatore dell'Intercity che due giorni fa ha paralizzato la circolazione a Corniglia. "Non c'era un piano di evacuazione o distribuzione di acqua. Ho diritto al rimborso, ma quell'esperienza non si ripaga con 5 euro".

L'Odissea di 400 passeggeri
"L'incubo: tre ore nel treno fermo in galleria, al buio e senza aria condizionata"

Cinque Terre - Val di Vara - I volti spauriti illuminati dalle luci degli smartphone e dei tablet. Ma i microfoni rimangono muti perché sotto la galleria nessun dispositivo può agganciare i ripetitori installati sulla collina, qualche decina di metri sopra di loro dove splende il sole. I finestrini sono bloccati per non disperdere il clima generato dall'aria condizionata, ma con il generatore fuori uso l'aria diventa presto irrespirabile. L'ossigeno diminuisce e il caldo aumenta, a poco servono le porte dei vagoni che vengono aperte come sfogo. E man mano che passano le ore, i telefoni si scaricano e le luci si affievoliscono: rimane solo il buio e l'attesa.

Una vicenda piscologicamente provante quella dei quattrocento passeggeri dell'Intercity 35870 Livorno-Milano del 24 luglio scorso. Poco dopo le 12.30 il convoglio lascia La Spezia Centrale in direzione Genova, ma il tragitto durerà ben poco. Sotto la galleria di Corniglia la locomotiva si spegne improvvisamente: niente luce e niente ricircolo d'aria. Su quel treno c'è anche Alessandro Nunzio Marino, trent'anni. E' salito alla Spezia, viaggia spesso per lavoro e di ritardi se ne intende. Ma quel giorno vivrà una delle esperienze peggiori della sua vita. "Il treno era molto affollato di turisti, pendolari e famiglie con bimbi piccoli e neonati al seguito, tutti diretti al mare - racconta - E' successo d'improvviso: il treno si è fermato e l'aria condizionata si è spenta. Venivamo messi al corrente che c'era un malfunzionamento alla locomotiva e che avremmo dovuto aspettare l'intervento di una locomotiva di soccorso in arrivo dalla stazione della Spezia".

Quella della Riviera Spezzina è una delle tratte più frequentate di tutta Italia in estate, visto che la ferrovia è l'accesso preferenziale alle Cinque Terre. Centinaia di turisti seguono l'evolversi del ritardo sugli schermi nelle stazioni, per i viaggiatori del Livorno-Milano invece è il personale del treno ad aggiornare il conto dei minuti, che sale. "Ci viene detto che ripartiremo dopo circa 60 minuti e da quel momento inizia a diffondersi il panico tra i viaggiatori - continua Marino - Tra la mancanza di ossigeno, lo spegnimento improvviso delle luci in tutto il treno e il fatto che, essendo sotto la galleria, eravamo tutti impossibilitati di comunicare con l'esterno per mancanza rete. C'è chi ha dovuto avere a che fare con attacchi di panico e claustrofobia, è stato un vero incubo combatterci per ben due ore e mezza. I ritardi venivano infatti di volta in volta prolungati fino a raggiungere le 2 ore e 55 minuti".

"I malfunzionamenti sono improvvisi senza dubbio, ma la rabbia è tanta perché ritengo che la questione sia stata gestita in maniera pessima - accusa il passeggero - A parte l'apertura di solo alcune porte laterali del treno, nessun dipendente Trenitalia si è occupato della salute dei passeggeri e né tantomeno di richiedere un piano di evacuazione o di distribuzione di acqua. Sono state ore di panico, che hanno stravolto completamente la vita di molti di noi".
L'arrivo a Genova Brignole avviene alle 17, quasi tre ore dopo l'orario previsto delle 14.07. "Dopo un'esperienza simile nessuno si è posto l'interrogativo circa lo stato di salute dei passeggeri, nessuna comprensione ci è stata mostrata. Le regole di Trenitalia prevedono che per i ritardi superiori ai 120 minuti sia consentito un indennizzo del 50% del prezzo di biglietto. Ma vale forse 5 euro tutto questo disagio?".

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