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"Il contratto tra Trenitalia e Regione non può essere secretato"

Sentenza del Consiglio di Stato, che dà ragione ai residenti, gli operatori e i pendolari delle Cinque Terre: avevano chiesto accesso pubblico agli atti della stipula.

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"Il contratto tra Trenitalia e Regione non può essere secretato"

Cinque Terre - Val di Vara - E’ con sollievo e soddisfazione che residenti, operatori economici e pendolari delle Cinque Terre accolgono la sentenza con cui il Consiglio di Stato conferma la validità della sentenza del Tar della Liguria che imponeva la pubblicizzazione degli allegati del Contratto di servizio ferroviario tra Regione Liguria e Trenitalia per il periodo 2018-2032 (gli allegati riguardanti il fondamentale aspetto degli investimenti, dei costi di produzione, del materiale rotabile e dei ricavi da tariffa del contratto nel suo complesso), nonché dei ricavi da tariffa maggiorata nelle Cinque Terre.

"Nonostante questa sentenza - ricordano i ricorrenti - Trenitalia aveva presentato appello in Consiglio di Stato adducendo il "segreto commerciale” a motivazione del suo diniego a fornire i dati. L´udienza del 10 gennaio, con la difesa degli avvocati Roberto Lamma e Francesco Mazzoni, ha portato alla sentenza definitiva a favore della cittadinanza. In particolare, essa evidenzia l´importanza vitale che il trasporto ferroviario ha per la comunità, date le particolari condizioni del territorio. La sentenza mette oltretutto in rilievo l’assurdità della pretesa di Trenitalia di considerare questi dati (che sono di dominio pubblico in tutti gli altri contratti regionali) come un “segreto commerciale e industriale”, del tutto fuori luogo, stante oltretutto che ci si trova di fronte ad un monopolio di Trenitalia per i prossimi 12 anni, fino al 2032. Non si può sottacere che questa vertenza giudiziaria, che dura oramai da 4 anni, è stata una scelta obbligata per cittadini e pendolari liguri per far valere i propri diritti, perché “la politica” non ha fatto il suo dovere".

Secondo i ricorrenti "non hanno fatto in primo luogo il loro dovere la Regione Liguria e i suoi rappresentanti, il presidente Toti e l’assessore Berrino, che invece di stare dalla parte dei cittadini hanno difeso presunti diritti di riservatezza di Trenitalia, su dati che dovrebbero invece essere di massima accessibilità per i cittadini, proprio per poter valutare se vi sia un corretto uso delle risorse pubbliche. Ma non è certo stata esemplare nemmeno la posizione tenuta dalla direzione politica del ministero dei Trasporti, che - pur ampiamente informata della situazione di mancanza di trasparenza tenuta da Trenitalia in un contratto pubblico per un pubblico servizio e più volte sollecitata ad intervenire in quanto ente controllante del gruppo FS - non lo ha fatto, e questo anche in presenza di diverse interrogazioni parlamentari che rimarcavano tale situazione. Ci auguriamo - concludono dalle Cinque Terre - che vi sia a questo punto anche una verifica delle responsabilità all’interno dei vertici del gruppo FS, e che questo sia il primo passo per una revisione radicale - avviata dal Mit stesso - del contratto di servizio Regione Liguria – Trenitalia 2018-2032, che a partire dalla mancanza di trasparenza, appare del tutto sbilanciato verso l’azienda invece che essere a favore dei cittadini".

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