Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 02 Dicembre - ore 21.50

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Val di Vara, arrivare al 2040 in salute e con i servizi

I numeri dello spopolamento, la volontà di fermarlo per salvare il territorio.

Aree interne
Val di Vara, arrivare al 2040 in salute e con i servizi

Cinque Terre - Val di Vara - Procede l'iter burocratico del progetto di rilancio della Val di Vara Snodi e legami, una strategia d'area interna il cui documento finale è stato recentemente approvato. A realizzarlo, tredici dei quindici comuni della vallata, Anci Liguria, Provincia della Spezia, enti parco, distretti sociosanitari e sociali, aziende del trasporto pubblico locale. L'elaborato prima di tutto scatta una fotografia della Val di Vara dell'ultimo decennio, ma non rinuncia a provare a scorgerne il futuro nel caso non si mettano in campo soluzioni per tenerla viva, pur senza snaturarla. Lanciando lo sguardo verso il domani, il tema che preoccupa sono i fenomeni di spopolamento. Questi, si legge, “interessano in particolar modo le zone più periferiche e che, senza la previsione di interventi che interrompano tali dinamiche, porterebbero ad un ulteriore abbandono di importanti porzioni di territorio, con la contestuale contrazione di imprese e occupazione e con rilevanti conseguenze negative in termini di dissesto idrogeologico”.

A quale riduzione si andrebbe incontro? Da una proiezione dei dati demografici comunali per il periodo 1990-2020, trentennio durante il quale si è registrato un calo del 3,6 per cento della popolazione dell’area, “si stima che nei successivi vent’anni (2020-2040) l’area andrebbe incontro ad un’ulteriore perdita del 4,1 per cento della popolazione residente. L’andamento negativo interesserebbe quasi tutti i comuni ad eccezione di Beverino, Brugnato e Riccò del Golfo, che già attualmente mostrano una dinamica demografica positiva. Si noti che si tratta di comuni di cintura e con popolazione già superiore ai mille abitanti. La dinamica si confermerebbe quindi quella di un impoverimento demografico delle zone più periferiche a favore dei centri più grandi e baricentrici, con un risultato complessivo comunque di perdita di popolazione per l’area nel suo insieme”. La popolazione attuale nell'area in questione (cioè quella dei comuni di Beverino, Brugnato, Borghetto, Calice, Carro, Carrodano, Maissana, Pignone, Riccò, Rocchetta, Sesta, Varese e Zignago) ammonta a circa 15.800 residenti, spalmati su 530 chilometri quadrati.

Proseguisse lo spopolamento, il calo della popolazione sarebbe solo la più lapalissiana delle conseguenze. Ne deriverebbero infatti, si legge nel documento redatto dagli enti, anche “riduzione nell’offerta di servizi alla persona, soprattutto in termini sanitari, scolastici e di mobilità, a causa dell’insostenibilità economica degli stessi a fronte di una ridotta utenza; maggior difficoltà di accesso e ulteriore riduzione delle opportunità occupazionali e dei servizi necessari alla vita in loco. Si tratterebbe quindi di un circolo vizioso, che implicherebbe anche l’aumento dell’isolamento sociale della popolazione residente e delle condizioni di dipendenza dai centri cittadini costieri, nonché la perdita di presidio territoriale in funzione di prevenzione e intervento sul dissesto idrogeologico. La ridotta accessibilità, che si configura come una delle principali criticità dell’area, sarebbe quindi legata sia ai servizi di trasporto pubblico, che si troverebbero ad operare in condizioni poco sostenibili dal punto di vista economico, sia alle difficili condizioni della viabilità stradale, gravata dagli effetti del dissesto idrogeologico. Tale criticità in ambito viario contrasterebbe anche con lo sviluppo turistico del territorio, sottraendo ulteriori opportunità economiche e occupazionali”. Prospettive certo non rosee, che Snodi e legami (al centro di un successivo approfondimento) vuole scongiurare, lavorando per “uno sviluppo economico e turistico sostenibile nel tempo e orientato alla sicurezza del territorio, in modo da innescare opportunità di lavoro, migliorare la qualità della vita dei residenti e di attrarne di nuovi”. Questo puntando “sue due aspetti cardine fortemente correlati tra loro: la valorizzazione delle eccellenze del territorio e il miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità dell’area, in particolare attraverso la lotta al dissesto idrogeologico”. Un sforzo ragionato per dare vita e futuro anche alla periferia, e rifuggire dalla spirale dell'inurbazione, dalla forza centripeta della città.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News