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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Ottobre - ore 09.27

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Un Parco di conifere dove gli olivi abbandonati quasi pareggiano quelli sani

Di cosa è fatto il verde dell'area protetta?

Un Parco di conifere dove gli olivi abbandonati quasi pareggiano quelli sani

Cinque Terre - Val di Vara - C'è chi gode del firmamento senza sentire il bisogno di dare un nome alle stelle, mentre altri necessitano di qualche nozione in più per sguazzare felici con gli occhi tra i corpi celesti. Questa seconda schiera avrà piacere nel sapere di cosa è fatto quel bel verde che colora il Parco nazionale delle Cinque terre, una chioma che si trattiene orgogliosa dal tuffarsi nel blu dipinto di blu (del mare, stavolta, non del cielo di Modugno). Ebbene, la tipologia di gran lunga dominante il territorio del Parco è rappresentata dai boschi di conifere: 10.7 chilometri quadrati, quasi il 28 per cento del totale. Seguono quattro chilometri quadrati di macchia mediterranea (10 per cento), di un soffio sopra i boschi misti e i boschi di castagno. I vigneti occupano la quinta piazza (due chilometri quadrati e mezzo) ma, considerando anche le tipologie in cui il vigneto rappresenta una componente importante, si può stimare che occupi oltre l'11.3 per cento di Parco. Il 6.3 per cento dell'area è tappezzata dal bosco xerofilo a prevalenza di specie sempreverdi, tipologia altamente caratterizzante la vegetazione naturale delle Cinque Terre, mentre gli oliveti sono al settimo posto, con meno di due chilometri. Un chilometro e sei (oltre il 4 per cento) è l'estensione degli oliveti abbandonati. Le tante restanti coperture - vegetali e non - si spartiscono percentuali da partiti politici massimalisti.

All'intero territorio del Parco, ciascun comune mostra alcune peculiarità in termini di capigliatura verde. La porzione spezzina è per quasi il 40 per cento un discorso di macchia mediterranea, con le conifere scalzate al terzo posto, con il 10 per cento. Argento al 15 per cento dei boschi misti. Nel Riomaggiorese dominano conifere (23 per cento) e vigneti (12.5 per cento), questi puri o frammisti ad altre colture permanenti diverse dall'olivo. A Vernazza le conifere sfiorano il trenta per cento e sono inseguite dai boschi di castagno (12 per cento) e dal bosco xerofilo a prevalenza di sempre verdi (8 per cento). Conifere al 35 per cento nel Monterossino, forti poi boschi misti e castagni, e ancora, in terra levantese, le conifere sfiorano quota 40 per cento, con i boschi misti che strappano un 25 e con la nuda roccia che si prende una rivincita del 10 per cento e più.

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