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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Settembre - ore 17.35

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Tredici euro e pochi spicci per godersi le Cinque Terre

Una giornata dedicata al territorio. CDS è andato a fare il "turista a casa propria".

i miti da sfatare
Tredici euro e pochi spicci per godersi le Cinque Terre

Cinque Terre - Val di Vara - Uno spezzino può godersi ancora le Cinque Terre e non finire tritato nel marasma di prezzi, prezzacci e flussi impazziti. E' chiaro come la luce del sole che bisogna avere una discreta conoscenza del territorio e saper programmare, a volte però bastano un paio di telefonate e chiedere informazioni.

La giornata di CDS comincia dalla Stazione centrale poco prima delle 10. Sul tabellone delle partenze e degli arrivi, ogni 20 minuti, sono già segnalati i viaggi di andata e ritorno. Il vantaggio di essere liguri è poter fare un biglietto da una stazione all'altra. Ognuno vale 75 minuti.
L'inchiesta di CDS è stata fatta in un giorno infrasettimanale, una scelta mirata. I turisti raggiungono il binario alla spicciolata e una coppia di giovani, milanesi, chiacchiera sull'itinerario della giornata. Una comitiva di giapponesi sale in blocco e preme a ripetizione il tasto apri porte.
Tutti sono muniti del Cinque Terre card per il treno e gli altri servizi. La maggior parte viaggia leggera, per il classico mordi e fuggi in una giornata soleggiata, ancora fredda. Il treno parte. Alle 10.10 l'arrivo è a Riomaggiore, la coppia di turisti milanesi scende. Una parte della comitiva giapponese si prepara alla discesa. Poco prima delle 10.20 il treno arriva a Manarola. Nessun intoppo.

I turisti giapponesi scendono... a metà. Una parte rimane seduta ma si accorge degli altri. Attimo di confusione. C'è chi riscende e risale, alla fine scendono tutti. Gente del posto ha commentato: "Lo fanno sempre, vanno facilmente in confusione".

Dagli altoparlanti e scritti a caratteri cubitali campeggiano i messaggi contro i borseggiatori che in quel momento non sembrano gironzolare con fare sospetto. Manarola sembra dipinta. Il cielo è terso e passata la galleria della stazione si vedono le guide autorizzate che accompagnano qualche comitiva. Scendendo verso la spiaggia e passata la piazza tante attività sono già al lavoro. Arrivati quasi la mare il borgo parla un po' tutte le lingue del mondo e in decine sono sparsi fino alla piazzola sul mare. C'è chi si concede già birra e vino di prima mattina.

E c'è già uno spaccato particolare: i locali sono un po' imbacuccati, gli stranieri quasi in infradito. Una costante, un luogo comune, come il primo "ohh" dei turisti che si ritrovano a picco sul mare quando passano con il treno da una stazione all'altra. Uno scenario abituale per gli spezzini che a volte fingono di disdegnare per non fare brutta figura con i forestieri.

Le prime comitive che arrivano, magari da un lungo viaggio, cercano subito un bagno e si infilano nei locali aperti. E' capitato che ci fosse il "malcostume" si utilizzare le toilette senza consumare e quindi alcuni operatori sono dovuti correre ai ripari.
Il flusso di turisti è ancora lieve poco prima delle 12. Anche se dalla galleria di Manarola si sente un discreto brusio come se stesse per arrivare un esercito.
Arriva l'ora di pranzo. Se i tempi sono stretti e non si ha niente dietro bisogna arrangiarsi. E qui "crolla" il primo falso mito. Le Cinque Terre si occupano di turisti da generazioni e negli ultimi 10 anni, per i cambiamenti geopolitici, sono tornati tutti quei cittadini europei che preferivano le coste africane.
A Manarola si può pranzare con meno di 5 euro al bancone di un bar: il caffè costa un euro, un pezzo di focaccia 2,50 euro e una bottiglietta d'acqua 1 euro. Il costo totale per questa pausa tipica ligure è di 4.50 euro.

Sono le 13 passate e il viaggio prosegue verso Vernazza. Il flusso di turisti si fa più intenso, la stazione comincia ad affollarsi. Arriva il treno, ci sono molti posti liberi anche se all'apertura delle porte i turisti salgono in massa, c'è chi è vestito da trekking chi si è levato già la giacca. E' spuntato un bel sole caldo, primaverile. Non ci sono solo i turisti, anche i pendolari.
Nemmeno il tempo di scegliere (proprio così) il posto e il treno ha già superato la deliziosa Corniglia ed è già arrivato a Vernazza. Qua la presenza dei turisti è più massiccia. Appena scesi dalle scale della stazione sulle facciate si notano delle macchie. Tragici segni dell'alluvione 2011, che tagliò letteralmente in due il borgo e portò via delle vite. Non tutti alzano lo sguardo e si chiedono cosa possano essere quei segni. Ma lo spezzino che conquista Vernazza lo sa, ricorda e apprezza la capacità di una comunità che ha saputo rialzarsi.

Vernazza è viva, i negozi sono tutti aperti per l'inizio della stagione e dai carruggi ci sono i dipendenti delle strutture che fanno accoglienza a chi deve alloggiare. C'è chi si avventura per un pezzo di focaccia e chi ha deciso di godersi la marina mettendosi a pranzare e a fare un aperitivo lungo poco lontano dalla chiesa.

I turisti arrivano da ogni angolo, i più coraggiosi arrivano già dai sentieri e scendono dagli scaloni di pietra che solo un fisico ben allenato può affrontare con serenità. C'è qualche imprecisione per l'abbigliamento, scarpe troppo basse e attrezzature inadeguate, intanto scendono verso il borgo con il sorriso sulla faccia e salutano tutti cordialmente.

Andando però verso il Comune i turisti, per la prospettive e la lontananza, diventano delle formichine che brulicano su e giù dai sentieri. Superato il Municipio ci sono un'altra salita e una ripida scalinata che portano al cimitero. Superato lo strappo spunta il curvone prima del camposanto.

Il borgo di Vernazza è proprio li sotto, maestoso, bellissimo illuminato dal sole. E qui crolla un altro mito. Vuoi per la fatica sono in davvero in pochi a fermarsi a fotografare. Quasi come un atto religioso chi passa di lì si blocca a guardare e ammirare semplicemente uno degli scorci più belli del mondo rinato dal fango.

L'ultima tappa è per Monterosso. La stazione di Vernazza è più movimentata e si riempie in pochi minuti. Il binario non è certamente pieno come per i ponti, ma c'è una discreta presenza di turisti. All'arrivo del convoglio si sale in massa ma i posti a sedere non mancano.
L'arrivo a Monterosso è un po' complicato. Ci sono i lavori nell'entrata principale e usciti dalla stazione c'è un gran via vai. E qui, la presenza di turisti è massiccia, ma questa condizione non rende invivibile la situazione. Da questo punto di vista anche gli operatori hanno fatto molto. Cercano di selezionare la clientela e non farsi fagocitare dai flussi.

Il rientro è poco dopo le 18. Costo totale delle giornata, spuntino compreso, 13 euro e 60 centesimi. E' vero, raccontata così può sembrare facile poter gestire una giornata intera alle Cinque Terre e non va nemmeno trascurato che per tempistiche non è stato possibile visitare tutti i borghi.
I turisti stanno già arrivando e a breve tornerà il pienone. C'è da dire che qualche mito è possibile sfatarlo: non è detto che si debba accendere un mutuo per una giornata come questa, non è vero che arrivano soltanto le orde barbariche e per il momento dal fronte furtarelli, facce sospette la situazione sembra tranquilla. Servono soprattutto organizzazione e una partenza intelligente.

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