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Tartarughe "piene" di rifiuti. Ue e Cinque Terre contro la plastica in mare

Nei giorni scorsi il bilancio di "MedSeaLitter". Il commissario europeo Covassi: "Nasce un protocollo condiviso". Il direttore del Parco Scarpellini: "Le buone pratiche andranno oltre la conclusione del progetto".

tutta colpa dell'uomo
Tartarughe "piene" di rifiuti. Ue e Cinque Terre contro la plastica in mare

Cinque Terre - Val di Vara - Gli oggetti galleggianti più frequenti provengono dal settore pesca e da quello legato al cibo: il 23% sono cassette di polistirolo, il 16% bottiglie di plastica, il 15 frammenti di oggetti non riconoscibili, il 13 % buste di plastica e l'11% frammenti di polistirolo. I risultati del progetto MedSeaLitter sono stati illustrati a Roma, nel corso della prima giornata dedicata al progetto finanziato con fondi UE per oltre 2 milioni di euro, realizzato attraverso una rete di collaborazione tra Aree Marine Protette – supportate da istituti di ricerca, associazioni ambientaliste e università di 4 Paesi Ue (talia, Spagna, Francia e Grecia), che ha permesso di sviluppare per la prima volta un protocollo condiviso di monitoraggio sui rifiuti marini e i loro effetti nel Mar Mediterraneo.
 "Il progetto Medsealitter finanziato con fondi Ue- dice Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea- , ha permesso di sviluppare per la prima volta un protocollo condiviso di monitoraggio dei rifiuti marini nel Mar Mediterraneo. Un progetto pilota individuato dalla Commissione Europea quale meritorio di essere seguito e che testimonia la bontà delle pratiche messe in atto".
"Con soddisfazione  ed emozione abbiamo accolto le parole della rappresentante della Commissione europea – dice Patrizio Scarpellini, direttore del Parco delle Cinque Terre – Si tratta di un progetto pilota e testimonia  che divulgare buone pratiche messe in atto ha dato un risultato molto positivo. Un grande riconoscimento al progetto, non solo al capofilato ma a tutti i partner che hanno lavorato per far si che  il progetto possa continuare a "vivere" sui territori anche dopo la sua chiusura".
"Ogni anno sono prodotti miliardi di tonnellate di plastica e solo il 30% viene riciclato. Non possiamo più attendere, se vogliamo proteggere l'ecosistema marino. La direttiva sulla plastica monouso è un elemento essenziale del piano d'azione per l'economia circolare della Commissione europea e rientra nella strategia dell'UE sulla plastica, che colloca l'Unione europea in prima linea nella lotta globale contro i rifiuti marini.-dichiara Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea - Oltre alla definizione di un quadro normativo ad hoc, l'UE è da tempo impegnata a sostenere finanziariamente progetti e tecnologie che contribuiscono a salvaguardare l'ambiente naturale e a migliorare la salute dei nostri mari".
In tale ambito si inquadra il progetto Medsealitter, finanziato con fondi UE per oltre 2 milioni di euro, che attraverso una rete di collaborazione tra Aree Marine Protette –supportateda istituti di ricerca, associazioni ambientaliste e università– ha permesso di sviluppare per la prima volta un protocollo condiviso di monitoraggio sui rifiuti marini e i loro effettinel Mar Mediterraneo. Nell'arco di circa2 anni, i 10 i partner impegnati nel progetto (provenienti da 4 Paesi UE - Italia, Spagna, Francia e Grecia) hanno percorso oltre 20.000 km con imbarcazioni di varie dimensioni, aerei e droni in diverse aree del Mediterraneo, registrando quasi 6.500 oggetti galleggianti costituiti tra il 75 e l'87% da rifiuti prodotti dall'uomo. Di questi, tra l'80 e il 90% erano composti da polimeri artificiali (plastica).
Contemporaneamente sono stati effettuati campionamenti per quantificare i rifiuti ingeriti da parte di alcune specie animali considerate indicative come le tartarughe Caretta Caretta e i pesci Boga, per valutarne il rischio di esposizione al marine litter.
"Oltre il 65% delle tartarughe esaminate presentava oggetti o frammenti di plastica all'interno del tratto digestivo, mentre il 50% delle Boga esaminate aveva ingerito micro-plastiche. Più in generale 260 specie, tra cui invertebrati, tartarughe, pesci e mammiferi marini, – dice Patrizio Scarpellini, direttore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, ente coordinatore del progetto Medsealitter–  sono direttamente o indirettamente colpite dal marine litter. Un fenomeno che ha effetti devastanti non solo sulla biodiversità, ma anche sulla qualità delle acque e degli interi sistemi territoriali."
Le Aree Marine Protette svolgono un ruolo chiave nella tutela del territorio. Per questo l'obiettivo è che il protocollo comune sviluppato venga adottato da quante più Aree Marine Protette possibile, in modo da definire modalità di gestione uniformi dei rifiuti marini e interventi di governance per limitarne l'impatto ambientale.

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