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Sul sentiero s'incontravano il sale e le patate rosse

Con il “Progetto 501” a Castè di Riccò del Golfo si propone di valorizzare antichi percorsi, fra cui quello dalla Foce a Riomaggiore attraverso il valico La Croce.

Incontri
Sul sentiero s'incontravano il sale e le patate rosse

Cinque Terre - Val di Vara - "Torna d’attualità, a Castè di Riccò del Golfo, il ”Progetto 501”, che si pone l’obiettivo di valorizzare - spiega Marco Natale, promotore delle iniziative culturali nella storica Corte Paganini - itinerari fondamentali, sino alla metà del secolo scorso, negli scambi fra le Cinque Terre e la bassa Val di Vara; in particolare il percorso (attualmente mercato con il n. 501 nella carta escursionistica del Cai) dalla statale Aurelia alla Foce sino a Riomaggiore".

Era modesta via del sale per la gente di Carpena e Castè; delle mele, delle patate e dei cavoli neri per quella della marina. Una curiosità: con lieve deviazione le donne di Riomaggiore puntavano pure su Codeglia per rifornirsi delle ambite patate rosse.
Accanto al sentiero 501 cui è intitolato il progetto figurano, nel programma di riscoperta degli antichi percorsi, i sentieri 507/587 da Riccò a Corniglia attraverso i borghi di Valdipino e Casella; i sentieri 555/508 da Corvara a Vernazza attraverso Drignana e il santuario di N.S. di Reggio; il sentiero 509 dai crinali di Pignone a Monterosso attraverso il santuario di N.S. di Soviore.

Il “Progetto 501” trae ora incoraggiamento dall’annuncio delle opere finalizzate alla messa in sicurezza ed alla riapertura della Via dell’Amore e da lavori eseguiti sul percorso a cura del Comune di Riccò, compresa l’ammirevole scalinata da Castè a Carpena. Lungo il sentiero saranno inoltre collocate opere d’arte, sia nei borghi, sia nelle periferie agricole e boschive. A tal proposito, a Castè si è aperta in questi giorni una mostra di pitture e sculture. Fra gli artisti figura il “ligure apuano” (tale si definisce) Olimpio Galimberti con una serie di creazioni scultoree ispirate alle statue stele della Lunigiana. A partire da quella che è diventata il simbolo della Via dell’Amore: la “panchina degli innamorati” nota in tutto il mondo, impressa nella mente dei turisti ed immortalata dalle loro macchine fotografiche.

L. B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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