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Storia e restauro della Madonna vestita di Fontona | Foto

La comunità di Fontona a Levanto si è fatta carico del restauro della Madonna del Soccorso rappresentata in una statua lignea dalle origini antiche. Il 21 e il 22 agosto verranno presentati tutti i lavori di recupero.

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Storia e restauro della Madonna vestita di Fontona

Cinque Terre - Val di Vara - Torna a splendere la Madonna del Soccorso a Fontona di Levanto. Si tratta di una statua lignea molto particolare, risalente all'Ottocento, che indossa abiti in stoffa e raffigura la Vergine con il bambino Gesù. Il prestigioso manufatto. detto anche "Madonna vestita", ha una storia importante sulle spalle e per strapparla ai segni del tempo, che avrebbero potuto deturparla per sempre, la comunità ha deciso di farsi carico del restauro non solo del manichino ma anche del particolare corpetto che avvolgeva il busto. L'intera comunità di Fontona, frazione di Levanto, dedicherà il 21 e il 22 agosto alla presentazione dei restauri della statua lignea della Madonna del Soccorso. Il primo incontro si terrà il 21 agosto alle 21 all'Ospitalia del mare di Levanto verranno forniti cenni storici su fontona e sulle sue due chiese con la storica Valeria Zattera e si entrerà poi nel dettaglio sugli interventi di restauro con Daniela Frati, Francesca Olcese, Mariolina Rella.
Il giorno successivo, 22 agosto, alle 19 le iniziative si spostano alla chiesa di San Michele a Fontona, amministrata dai frati francescani, dove Valeria Zattera fornirà ulteriori cenni storici su Fontona e sui restauri effettuati. La giornata si concluderà con una cerimonia religiosa di ringraziamento alla Madonna del Soccorso.
Un po' di storia."Nei primi anni dell’Ottocento arrivava a Fontona la statua processionale della Madonna del Soccorso, in sostituzione del quadro adoperato fino allora - si legge nel testo della presentazione della statua e del suo restauro -. Questa devozione si era instaurata nell’antica chiesa titolata a San Michele arcangelo, la cui fondazione si riconduce all’Ottavo secolo. Con lo spostamento più a valle dell’abitato di Fontona, si costruì una nuova parrocchiale al suo interno, operante nel 1640. Successivamente il vetusto edificio, isolato sul lato ovest del Promontorio del Mesco, venne posto sotto l’egida della Madonna del Soccorso, festeggiata il 2 luglio".
"Il culto mariano fu sempre molto sentito fra la popolazione, alla vigilia della festività una lunga processione si snodava sul sentiero dalla nuova alla primordiale parrocchiale, portando l’effige - prosegue la relazione . Due documenti cartacei dei secoli XI e XII attestano la chiesa di San Michele, gli uomini di Fontona e di altre località sul Mesco fino ad arrivare al mare. Facevano parte del consorzio legato al monastero di San Venerio sull’isola del Tino. Lo stesso ente deteneva inoltre proprietà nella vallata e nella Pieve di Ceula/Montale, alla quale la chiesa di San Michele stessa ne era soggetta. Le statue vestite hanno una storia che si perde nel tempo e una vita complessa fatta di continui adeguamenti alle trasformazioni sociali, religiose, devozionali delle comunità che le produs-sero".
Il dettaglio del manichino, del bambino e i colori.Anche la “Madonna vestita” di Fontona non sfugge a questo trasformismo e risulta un assemblaggio, probabilmente ottocentesco, di elementi di diversa provenienza ed epoca.
"La statua è costituita da una struttura centrale in legno intagliato molto sche- maticamente che forma il busto, l’addome e le gambe - si legge ancora nel testo di presentazione -. Nel busto, all’ altezza delle spalle, sono inserite le braccia che, come un manichino, sono snodate sia all’attacco che in corrispondenza dei gomiti. Piedi, mani e volto sono scolpiti nel legno. La statua è costituita da una struttura centrale in legno intagliato molto schematicamente che forma il busto, l’addome e le gambe. Nel busto, all’ altezza delle spalle, sono inserite le braccia che, come un manichino, sono snodate sia all’attacco che in corrispondenza dei gomiti. Piedi, mani e volto sono scolpiti nel legno. Anche il Bambino è scolpito ma per fattezze e tipologia di intaglio risulta completamente estraneo alla figura della madonna".
"Prendendo invece in analisi il colore - prosegue - osserviamo che il corpo presenta solo una leggera ammanitura debolmente colorata, volto mani e piedi presentano una superficie pittorica vera e propria caratterizzata da una stesura consistente e grassa. La stesura pittorica inerente l’incarnato del bambino è invece molto diversa, più raffinata e antica".
Lo stato conservativo e poi il restauro. Il manufatto versava in grave situazione conservativa, ma grazie alla sensibilità della comunità ne è stato possibile il recupero. "L’intervento di restauro è stato prevalentemente strutturale - spiegano nella relazione -, volto cioè a risanare il legno deteriorato del manichino, ripristinare una corretta stabilità verticale, revisionare inserti e snodi del- le braccia e realizzare un sistema di ancoraggio del Bambino. Nel contempo si è pensato alla riproposizione di un corredo tessile in quanto il manichino indossava una veste in fodera poco adatta al simulacro della Vergine. Sono stati proposti alcuni modelli di abiti ed è stata scelta la tipologia realizzata. Infine sono state recuperate le corone in argento che apparivano completamente annerite. Grazie ad una pulitura chimica manuale e alla risistemazione degli elementi danneggiati come rotture e piegamenti della lamina o ricostruzione di punti di ancoraggio andati perduti, le corone sono tornate nuovamente a brillare e illuminare le figure della Madonna e del Bambino".
Il corpetto, il restauro e uno stralcio della relazione del restauro di Mariolina Rella. Nella sua relazione la restauratrice Mariolina Rella ha illustrato quali operazioni erano necessarie per preservare il prestigioso corpetto.
"L’intervento di restauro si propone di arrestare i processi di degrado, attuando innanzitutto un’azione di pulitura volta ad eliminare gli agenti degradanti - si legge nella relazione -. Successivamente si procederà al consolidamento del tessuto, inserendo anche, laddove sarà necessario, idonei supporti e fermando ai bordi le aree mancanti di tessuto, fermandoli con filati idonei".
Tra gli interventi si è proceduto alla pulitura meccanica per aspirazione su entrambi i lati con un aspiratore a potenza variabile ed un supporto interinale di tulle in nylon, aiutandosi con un pennellino di setole morbide e sono stati rimossi i rammendi più grossolani e le toppe più invasive.
Le operazioni di restauro sono proseguite poi con la vaporizzazione per restituire la naturale morbidezza alla tela e poter intervenire a cucito per eliminare le deformazioni prodotte dai rammendi. Inoltre, è stata applicata una pulitura a tampone con solventi idonei delle macchie presenti e sono state consolidate a cucito le toppe e di tutti bordi sfrangiati con utilizzo di garza di lino ed ermesino di seta del colore idoneo. Il prestigioso corpetto presentava anche una scucitura che ha previsto il riposizionamento a cucito delle spalline con filato di cotone. E' stata riposizionata a cucito anche una fascia in cuoio nelle zone sollevate o scucite. Infine è stata applicazione una fettuccia di cotone su entrambi i bordi, sulla quale sarà cucito del velcro per la chiusura.

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