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Sei ettari di terrazzamenti con muri a secco verso il recupero

"Stone walls for life" è un progetto della durata di cinque anni che vede il Parco delle Cinque Terre capofila. Partecipano anche la Fondazione Manarola e Legambiente.

Pioggia di contributi
Sei ettari di terrazzamenti con muri a secco verso il recupero

Cinque Terre - Val di Vara - In seguito alla valutazione positiva da parte di EASME (Executive Agency for Small and Medium-sized Enterprises), il progetto Stone walls for life, di cui il Parco Nazionale delle Cinque Terre è capofila, è stato approvato per un finanziamento all'interno del Programma LIFE, lo strumento finanziario dell'Unione Europea per l'ambiente e il clima, nell'ambito della tema "Climate change adaptation" (Adattamento al Cambiamento Climatico).

"La proposta, pienamente coerente tanto con i fini istituzionali dell'Ente Parco quanto con gli obiettivi del Programma LIFE in termini generali (adattamento al cambiamento climatico) e specifici (Gestione sostenibile dell'acqua in aree soggette a inondazioni, capacità di adattamento dei settori agricolo, forestale e turistico, resistenza delle infrastrutture, etc.) – dice Patrizio Scarpellini, direttore dell'Ente Parco - consiste in un progetto di recupero e mantenimento di circa 6 ettari di terrazzamenti con muri a secco e delle relative opere di regimazione idraulica nelle Cinque Terre per migliorare la capacità di resistenza del territorio ai fenomeni meteorologici resi più estremi dal cambiamento climatico. Nello specifico – continua Scarpellini - il progetto prevede di intervenire per il recupero dei terrazzamenti anche attraverso l'adozione di alcune metodologie innovative di rinforzo del terreno nelle aree pilota individuate all'interno del Comune di Riomaggiore (anfiteatro di Manarola) grazie anche al dettagliato lavoro preparatorio dalla Fondazione Manarola; esso prevede inoltre l'avvio di corsi di formazione per operai da impegnare nella ricostruzione dei muri, un monitoraggio scientifico e tecnologico approfondito delle aree di progetto, lo studio di due ulteriori aree di intervento nei comuni di Monterosso e Vernazza per una potenziale replicazione dell'intervento e, come fortemente raccomandato da LIFE, di sviluppare una strategia per la replicazione del progetto sul territorio e il trasferimento dell'esperienza acquisita in altri contesti dell'Unione Europea quali il Parc del Garraf (Provincia di Barcellona)".

In questo senso, il progetto va visto come una componente, essenziale ma non unica, di una strategia più vasta di recupero e manutenzione del territorio.

A seguito della valutazione positiva del progetto e dopo una serie di passaggi di revisione tecnica e finanziaria, l'Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre (capofila del progetto) ha siglato un dettagliato accordo di concessione (Grant Agreement LIFE18 CCA/IT/001145), con una data d'inizio del progetto prevista per Luglio 2019 e la conclusione fissata per Luglio 2024. L'importo complessivo del progetto è di 3.715.000 euro, e il programma LIFE rimborserà il 55% dei costi ammissibili del progetto attraverso un contributo UE complessivo di circa 2.039.000 euro; la parte rimanente dovrà essere sostenuta dai membri del consorzio attraverso contributi economici o impegno di personale. Il contributo finanziario richiesto all'Ente Parco è pari a circa 970.000 euro.

Il partenariato del progetto è composto da partner con professionalità diverse e complementari: l'Ente Parco come leader capofila ("Coordinating beneficiary"), data la sua competenza e responsabilità nella tutela del territorio e del paesaggio; l'Università di Genova – DISTAV come partner scientifico responsabile della analisi tanto dell'effetto del cambiamento climatico sul territorio quanto della valutazione e del monitoraggio delle azioni e dei risultati del progetto;

Fondazione Manarola per la individuazione delle aree di intervento e la mobilitazione della popolazione e delle parti interessate; ITRB Group come esperto di scrittura, gestione e valorizzazione di progetti Europei; Legambiente per gli aspetti legati alla comunicazione e alla gestione finanziaria e la Provincia di Barcellona per quanto riguarda la replicazione in altre aree dell'Unione Europea con simili caratteristiche e criticità.

La Fondazione Manarola ha svolto un importante e dettagliato lavoro preparatorio, iniziando, già nel 2014, a invertire la tendenza dell’abbandono, ritornando a “lavorare i campi”.
“Il disegno di recupero del territorio può diventare concreto solo con la stretta collaborazione tra pubblico e privato, come testimonia la riuscita di questa proposta” - afferma Fabrizio Capellini, Presidente Fondazione Manarola – Tutto è iniziato osservando una fotografia aerea di Manarola del 1982 che raffigurava un territorio completamente terrazzato e curato. Da lì è partita l’idea di impegnarsi in prima persona, con investimento di beni e monetario, che ha dato origine alla Fondazione di Partecipazione. Oggi questo ambizioso progetto diventa ancora più concreto, così come la possibilità di allargare l’area di intervento da Fondazione Manarola a Fondazione Cinque Terre, come indicato nello statuto dell’Associazione”, conclude.

La comunicazione e la diffusione del progetto è affidata all’Associazione Legambiente, attraverso incontri, workshop e social media. “Nel caso specifico di questo progetto – afferma il Presidente Legambiente Liguria Santo Grammatico - la parola tradizione non rimanda ad un’immagine conservativa, ma va scomposta in due parti “tradurre” e “azione”, in quanto l’obiettivo è quello di proseguire nell’opera di manutenzione di un Patrimonio riconosciuto dell’Unesco con azioni concrete e durature”.

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