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Rocchetta cancella la ferita dell'alluvione | Foto

Via al cantiere per il nuovo ponte sul torrente Gravegnola, spazzato via dall'acqua nel 2011. Costerà 1.2 milioni. Giampedrone: "Se la politica risponde solo dopo sette anni, allora deve chiedere scusa".

7 mesi di cantiere
Rocchetta cancella la ferita dell'alluvione

Cinque Terre - Val di Vara - Il Gravegnola sono due dita che si aprono sul letto sassoso poco prima del moncherino. Anche nel minuto di silenzio che interrompe il vociare della cerimonia si fa fatica a sentirlo scorrere, lambendo quella parete di calcestruzzo che presto sarà abbattuta e ricostruita. E' una giornata bellissima, il vento è fresco e il sole caldo. Si posa sul rosso color del vino delle pareti di roccia di serpentino e fa strizzare gli occhi ai bambini della scuola di Pieve di Zignago. Tra un anno potranno dire di essere più vecchi del ponte che unisce Rocchetta al resto della Val di Vara. Molti di loro non erano neanche nati quando l'acqua sfondò il tappo di tronchi e rocce accumulati sotto al viadotto e poi calò su Brugnato portando la gravità delle montagne sulla fragilità delle case e delle vite.
"Si rimargina l'ultima ferita del territorio, il ponte caduto è il segno più forte di quel 25 ottobre 2011. Un simbolo di morte e distruzione, la memoria di una giornata infernale. Oggi è il giorno del ricordo e il giorno della festa, finalmente cancelliamo quel simbolo", dice Riccardo Barotti, sindaco di Rocchetta Vara che saluta l'apertura del cantiere. Sarà il terzo ponte in poco più di un secolo. Il primo, in pietra, distrutto nella Seconda Guerra Mondiale, il secondo dall'alluvione. Il terzo "sarà il ponte di questi bimbi", dice il primo cittadino indicando gli alunni seduti tra le insegnanti.

Il 19 novembre 2011 apriva il ponte Bailey che ancora sferraglia ogni volta che un'auto lo affronta. Sette anni sono passati. "E quando la politica offre risposte solo dopo sette anni, allora deve chiedere scusa - dice l'assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone prendendosi in carico anche i ritardi dei suoi predecessori - Sono contento il cantiere apra con i fondi della Regione e della Protezione civile. Speriamo a maggio 2019 di essere qui a inaugurare il ponte, poi penseremo alla strada. Ci aspetta una progettazione ancora più difficoltosa". Costerà 1.2 milioni di euro. Per prima cosa la ditta Bianchi di Lecco abbatterà le vecchie spallette in calcestruzzo per costruirne di nuove e su queste sorgerà la lingua di strada a doppia corsia. Per la provinciale, che qualche chilometro più verso Brugnato è parzialmente crollata, si dovrà pensare di consolidare il fianco con un lavoro che si annuncia non semplice. Sarà finanziato ancora dalla Regione Liguria con 1.9 milioni.

Le fasce tricolori dei sindaci della Val di Vara accerchiano il podio. Il presidente della Provincia Giorgio Cozzani si immedesima nel ruolo alternativo di amministratore locale che svolge a Follo. Lui solo sfiorato quel giorno dalla furia degli elementi. "Bisogna avete rispetto per il territorio e fare investimenti - dice - Una piazza o un parco giochi fanno colpo sui nostri concittadini, ma eventi come quello del 2011 ci ricordano che un gruppo di Protezione civile composto da volontari formati é più importante per la vita della nostra comunità".
Anche Giovanni Toti, che la sua emergenza invece la vive nel cuore della città metropolitana, ha uno slancio localistico. "Chi si prende la briga di abitate in luoghi non facili come questi deve ricevere un'attenzione particolare da parte della politica. Nessun calcolo opportunistico, è necessario non guardare solo ai numeri ma all'equilibrio di un intero sistema - dice il governatore - Il cantiere che oggi inauguriamo è anche un monito sui danni fatti dall'uomo alla natura. Conto di tornare qui in una bella giornata di sole come questa per l'apertura".

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