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Ritrovarsi tra compagni di banco dopo mezzo secolo

L'AMARCORD
Ritrovarsi tra compagni di banco dopo mezzo secolo

Cinque Terre - Val di Vara - La scuola è il giovane cuore pulsante di una comunità, la scuola di paese è lo spazio in cui, da bambini si incomincia a conoscerci e in cui i genitori, spesso legati da rapporti di parentela o antiche amicizie, rinsaldano i legami. E’ il luogo privilegiato in cui si gettano le basi anche per il futuro di quella comunità. Daniela Scattina, ha realizzato il sogno di tanti: Noi, ex delle scuole elementari di Castello di Madrignano, Tranci, Usurana, Bruscarolo e Piano di Madrignano, che abbiamo mantenuto, saldi negli anni, la nostra amicizia e il senso dell’appartenenza alla terra d’origine, finalmente, ci siamo ritrovati domenica 18 febbraio.
Oddio, sei proprio tu! Che bello rivederti dopo cinquant’anni. Il tempo non è mai passato. Ci si ritrova, emozionati, spensierati, almeno per poche ore. Tutto, resta fuori dalla pareti della trattoria Il Mileo, dove le compagne di classe, Norma e Lucilla Venturotti e i loro a mariti, Emilio e Gianni Spella, amici di tutti noi, hanno preparato un’ottima cena.
Ci si ritrova bambini. Abbracci e poi… guardarsi un po’. Sì, il tempo non è ai passato.
I ricordi prendono spazio: Pietro: Ricordi dello scherzo fatto alla maestra con la biscia? Lucia: Le camminate, con tutte le classi, lungo le sponde del fiume Vara perché la maestra ci spiegava che il fiume deve scorrere nel suo letto, delimitato da sponde e questo deve essere mantenuto libero, pulito, per permettere lo scorrimento delle acque? Cinzia: Dei girini che si portavano in classe e di cui ci si doveva prendere cura per osservarne la trasformazione. Michela: della fioritura del ciliegio, quando con tutte le classi, ci sedeva sotto il grande ciliegio vicino a casa mia e la maestra ci illustrava la bellezza di quella fioritura, delle api, dell’utilità delle piante; Stefano: quando ci spiegava la storia del nostro Comune soffermandoci soprattutto sulla storia del castello Malaspina di Madrignano? I regalini per la festa della mamma, del papà e relative poesie? Del Sindaco Sergio Paita, che per Natale, regalò a noi di V il compasso Atlas? E Paola: quando la maestra ci insegnava Fratelli d’Italia, per la Festa degli alberi, Bella ciao per il 25 aprile e la canzone del Piave per ricordare l’entrata il guerra il 24 maggio del 1915. Daniela: i libri della biblioteca scolastica, si potevano prendere, a scelta, il sabato , a ricreazione.
Ognuno un ricordo: I giochi nel giardino: La bella lavanderia Oh che bel castello Marcondirondirondello, il gioco dell’anello. In classe i dieci e lode o gli zero spaccati, qualche scappellotto, la nota sul diario, da far firmare al papà, per la condotta o per non aver studiato ma anche le tante carezze. La stufa a legna che faceva fumo e gli occhi piangevano. Le richieste delle maestre per il servizio del pulmino scolastico, per l’ampliamento della scuola, per la richiesta della legna e di una stufa supplementare. La nostra timidezza. La ricreazione con il panino con la mortadella della Irma e craker Doriano, il mauletto Motta o il panino con il miele o il formaggino Mio. Bei tempi, si cresceva e intanto si imparava il piacere e il valore del conoscere.
Assenti, con grande dispiacere, per impegni di famiglia o di lavoro, pochi alunni. Così erano presenti: Maria Pia e Barbara Azzarotti, Maria Rosa Barbieri, Luciano Bartoli, Filippo, Piero, Anna Maria, Roberto, Ornella e Roberta Bertoni, Marco e Michela Bianchi, Cinzia Bucchioni, Luisella Corsi, Paola e Maurizio D’Oriano, Stefano Franceschini, Nadia Galasso, Marco Guscioni, Graziella Lo Vecchio, Elena Mazzoli, Mauro Mertelazzi, Ugo Galli, Paola e Sabrina Paita,Graziella Pasquali, Giuseppe, Paola e Luigi Pini, Claudio Remedi, Simonetta e Sabrina Rossini, Scampelli Mario, Scattina Daniela, Maria Grazia Simonelli, Ornella Taburini, Lucia Tonlazzerini.
Si guarda spesso l’entrata, aspettiamo Cinzia Bucchioni, arriva da Pisa. Scatta l’applauso al suo arrivo. Elena Mazzoli è arrivata, ormai inaspettata, all’ultimo minuto, accompagnata dalla figlia. E’ gioia grande riabbracciarla, ritrovata grazie afb. La festa ora abbia inizio, con l’appello, tratto dai vari registri scolastici, letto da Daniela Scattina, ex alunna ed insegnate proprio a Tranci e a Piano di Madrignano.
Anni di scuola, iniziati sui banchi della piccola scuoletta di campagna, continuati per alcuni, nei migliori atenei.
Sandra Valenti è una specialista in endocrinologia, diplomata in omeopatia e omotossilogia, Bucchioni Cinzia è la responsabile bibliotecaria di Polo dell’ ateneo di Pisa, Mario Scampelli è noto avvocato e stimato Sindaco di Calice al Cornoviglio. Alcuni hanno fatto delle loro passioni d’infanzia la loro occupazione, come Giuliano Scattina che già da piccino aveva la passione per le moto e la meccanica, ora si occupa di enduro e motocross, a Luigi Pini è sempre piaciuto viaggiare, lavora alla reception dell’Hotel Doria &Hotel Europa di Lerici ed è inoltre agente di viaggio per Cartorange, agenzia di viaggi di Firenze, Barbara e Maria Pia Azzarrotti hanno una cartoleria a Follo, Ornella Tamburini, Lucia Tonlazzerini e Sabrina Paita si occupano di estetica, Simonetta Rossini già in prima elementare, tutti giorni sul pulmino, nel rientrare a casa, ripeteva Da grande farò l’infermiera. E’ infermiera. Stefano Franceschini è apprezzato pasticcere e impegnato Ass.re alla Cultura del Comune di Calice a Cornoviglio. Ognuno di noi una’onesta e valida professione, tanti impegnati nel volontariato.
Ora, cinquant’anni dopo, possiamo con serenità, affermare che, su quei banchi di scuola, siamo cresciuti proprio bene, grazie alle nostre insegnanti e ai nostri genitori che mai avrebbero messo in dubbio le capacità professionali e le doti umane della maestra. Il tempo è volato anche domenica sera, scambio di numeri di telefono, tante fotografie e tante promesse. Ci si lascia con un caro saluto, anche ai rispettivi genitori, con la promessa di ritrovarci, quest’estate magari proprio in un’iniziativa nel nostro caro castello Malaspina di Madrignano, che sui banchi di scuola, ci ha fatto sentire tutti un po’ principi, orgogliosi della nostra storia locale e che già in quegl’anni, abbiamo imparata a conoscerlo, amarlo, rispettarlo e soprattutto a sperare di rivederlo restaurato. Lo hanno infatti inaugurato, lo scorso anno, proprio Mario Scampelli e Stefano Franceschini.

(D.S.)

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