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Restauro cassa processionale 'Ecce Homo' dell’oratorio dei santi Antonio e Rocco

bolano
Restauro cassa processionale 'Ecce Homo' dell’oratorio dei santi Antonio e Rocco

Cinque Terre - Val di Vara - Nell’oratorio dei Santi Antonio e Rocco di Bolano torna dopo il restauro al suo antico splendore la cassa processionale dell’"Ecce Homo" con una sorpresa: il Cristo raffigurato al centro è in cartapesta, non il legno, a conferma di una antica leggenda. La Confraternita dell’oratorio dei Santi Antonio e Rocco ha infatti finanziato il restauro della cassa processionale raffigurante “Ecce Homo” composta da tre figure in legno policromo a mezzo busto, di circa un metro di altezza, rappresentanti Cristo ed i Giudei nella flagellazione. L’opera appariva molto sporca con ridipinture dei colori nelle vesti che ne modificavano completamente le cromie, tanto che la datazione, a una prima analisi, risultava settecentesca. L’intervento di restauro, durato più di un anno, nel laboratorio di Sarzana della restauratrice Claudia Crocini, ha permesso il recupero delle cromie originali eliminando vernici, sporco, cere percolate, ridipinture ad olio, consolidando anche le zone più friabili a rischio di perdita.

“La nuova lettura dell’opera ha evidenziato una qualità superiore alle aspettative ed una datazione più antica, sicuramente seicentesca" spiega la restauratrice Claudia Crocini, associata alla Cna della Spezia. "Le sculture - aggiunge - sono finemente intagliate valorizzando un’anatomia e potenza dei gesti tipiche dei più popolari artisti liguri, presumibilmente della scuola del Maragliano. Quando vidi per la prima volta l’opera notai che stranamente la figura centrale del Cristo non era in legno, come i due giudei laterali, ma in cartapesta dipinta. Il Priore della Confraternita mi raccontò che gli anziani de paese narravano di un prestito della cassa processionale nella prima metà del ‘900 ad una parrocchia limitrofa e, al rientro all’Oratorio, la scultura del Cristo non era più nella sua versione originaria ma in cartapesta. In un primo momento mi risultò solo una strana leggenda, ma con il restauro, eliminando gli strati dei colori moderni, è emerso con certezza che solo alcune parti del basamento erano rimaste intatte, mentre il busto era stato realizzato a copia fedele all’originale, ma in carta. Risulta dunque evidente il motivo per cui le opere sono state ridipinte con colori moderni: per camuffare la parte nuova con quelle antiche dei Giudei laterali”.

“Il gruppo scultoreo della passione del Signore, chiamata a Bolano ‘dei Giudei’, raffigura Cristo alla colonna di flagellazione e si inserisce nel tema della devozione alla passione del Signore che le confraternite a partire dalla seconda metà del 1500 sviluppano particolarmente" spiega il professore esperto di storia, Franco Bonatti. "La confraternita - racconta Bonatti - venne fondata nel 1560: oltre al gruppo scultoreo vengono portati solennemente in processione la sera del Giovedì Santo anche altri elementi come un quadro di Simone Barabino che rappresenta Cristo alla Colonna della Flagellazione. Nella sacrestia si conservano alcune Croci particolari con vari elementi come i chiodi, la corona di spine e altri simboli della Passione".

"Le Confraternite, – conclude il professor Bonatti, - oggi come un tempo, dedicano alla meditazione sulla Passione di Cristo durante la Settimana Santa uno spazio religioso importante e significativo e queste tradizioni antiche nei borghi di lunigiana rivivono ancora”. Non vi sono tracce nel territorio di sculture simili al Cristo sostituito, anche se ricerche approfondite nei documenti storici della Confraternita potrebbero aiutare a ricostruire i fatti. L’intervento di restauro, autorizzato e supervisionato dal dottor Massimo Bartoletti, funzionario della Soprintendenza a tutela dei beni artistici della Liguria, oltre ad aver bloccato il degrado e il rischio di perdita di un’opera storica artistica, ha recuperato elementi importanti per la datazione e lo studio di attribuzione ad un artista sicuramente importante. Al termine di queste nuove verifiche il gruppo scultoreo dell’Oratorio della parrocchia di Bolano guidata da Don Fausto Spella avrà certamente una valorizzazione e maggiore attenzione da parte di fedeli e visitatori. L'oratorio di Santo Antonio, edificato nel XVI secolo, gioiello di Bolano, racchiude infatti una storia di solidarietà ma anche d'arte.

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Restauro cassa processionale 'Ecce Homo'
Restauro cassa processionale 'Ecce Homo'
Restauro cassa processionale 'Ecce Homo'


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