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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Ottobre - ore 09.01

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Resasco: "Non possiamo vivere di solo turismo"

Il Comune di Vernazza adotta due delibere che propongono un patto per la tutela dei prodotti tipici, del decoro dei centri urbani Patrimonio Unesco e per poter campare anche di agricoltura e pesca.

Resasco: `Non possiamo vivere di solo turismo`

Cinque Terre - Val di Vara - "Negli ultimi anni il turismo internazionale ha visto ridursi spazi e geografia. E’ anche per questo che i nostri flussi turistici sono ancora aumentati. Il fatto che tanti fattori ambientali e politici come le guerre e il terrorismo hanno reso numerose mete non più fruibili, ci deve far pensare. Il turismo è un settore economico variabile, esposto non solo alle problematiche citate sopra che sono per noi difficili da governare. Ma ce ne sono altre a nostra portata che ci permettono di poter fare molto a difesa di questa risorsa.
Una cosa è certa: il turismo di massa che conosciamo e stiamo sperimentando sulla nostra pelle è altamente invasivo. Porterà sicuramente dei vantaggi a breve termine ma a lungo termine non creerà alcun valore aggiunto. Anzi. Gli effetti che produce in luoghi come i nostri già a forte valenza turistica, con paesaggi unici, inimitabili sono negativi. Vedi l’ omologazione dei paesi che li rende uguali agli altri, la perdita di identità e di qualità".
Inizia così l'intervento del sindaco di Vernazza, Vincenzo Resasco, che a giorni assumerà in qualità di vice presidente la guida pro tempore del Parco nazionale delle Cinque Terre, a causa della scadenza della proroga di 45 giorni dell'incarico del presidente Vittorio Alessandro, giunto a termine del suo mandato quinquennale.

"Il turismo di massa - prosegue Resasco - produce in tutte le località dove si insedia il calo demografico, l'abbandono del territorio e fa venir meno il senso di comunità. Dobbiamo perciò intraprendere un cammino che ci permetta di difendere la conclamata vocazione turistica delle Cinque Terre. Dobbiamo fare una scelta di prospettiva a medio e lungo termine. Indirizzarci verso un turismo ambientalmente sostenibile e socialmente responsabile.
In molti chiedono: ma cosa fanno i Comuni? il Parco? la Provincia? la Regione? Altri chiedono e cosa fanno i commercianti? gli albergatori? i ristoratori? gli affittacamere? e tutti quelli che guadagnano sul nostro turismo? In troppi ci scordiamo che esistono altri soggetti ugualmente importanti, che dobbiamo assolutamente coinvolgere nella pianificazione del futuro del nostro territorio. Sono i piccoli produttori e le aziende agricole, i pochi pescatori e contadini rimasti. Questi sono i veri manutentori del territorio. Dobbiamo dare finalmente pari dignità e pari opportunità all’Agricoltura ed alla Pesca perché queste attività non sono complementari al Turismo. Anzi interpretano un ruolo fondamentale. Sono loro che si prendono cura di quello che è il più forte richiamo turistico delle Cinque Terre: il paesaggio terrazzato, il nostro mare sul quale si affacciano a picco i nostri sentieri e i nostri paesi. Lo si può fare con un patto che si ponga l’obiettivo primario di trasferire risorse dal Turismo all’Agricoltura ed alla Pesca. Creare con agevolazioni fiscali ed incentivi, un mercato interno che permetta di consumare nelle Cinque Terre i nostri prodotti tipici e favorire questo mercato incrementando le possibilità di creare reddito. Bisogna promuovere i prodotti freschi e abolire quelli surgelati. E non solo il vino ma anche l’olio, i limoni, gli ortaggi e la frutta. Promuovere la stagionalità dei prodotti della terra e la qualità del pescato. Incentivare la nostra cucina tipica e promuovere la dieta mediterranea e non la cucina etnica o orientale. Sogno meno friggitorie e più osterie dove far gustare al turista i nostri piatti tradizionali . I turisti non vengono alle Cinque Terre per mangiare quello che già mangiano a casa loro. Insegnateli e dategli modo di apprezzare e gustare la nostra cucina".

Con questi propositi il Consiglio Comunale di Vernazza il 4 di ottobre 2017, con il voto favorevole della sola maggioranza, ha approvato due delibere di indirizzo che danno mandato alla giunta di concertare e adottare misure a tutela del decoro e della qualità della vita dei centri storici di Vernazza e di Corniglia. La prima si propone di deliberare sulle caratteristiche merceologiche che dovranno adottare gli esercizi commerciali, quelli di vicinato, quelli artigianali e di somministrazione alimenti e bevande. Misure per promuovere la tipicità e la freschezza dei prodotti, per promuovere un mercato a Km zero e di entrare nel merito delle nuove aperture commerciali.
"Ciò - afferma ancora Resasco - è diventato realizzabile grazie al Disegno di Legge, approvato la scorsa settimana dal Senato, a tutela dei piccoli comuni come il nostro che prevede la possibilità di attuare “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni” e dal D. Lgs. 222 del 26 Novembre 2016 in base al quale potranno, in aree aventi particolare valore storico, artistico e paesaggistico, vietare l’esercizio di più attività in base al titolo o alla categoria merceologica in quanto non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Tutto sarà possibile con norme chiare e condivise e facilitato dall’introduzione di incentivi fiscali e finanziamenti ad hoc. Attraverso un accordo tra il Comune di Vernazza, il Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo per la Liguria, la Regione Liguria, il Parco Nazionale delle Cinque Terre, i rappresentanti delle associazioni di categoria e tutti i cittadini, commercianti e non, che vorranno aderire a questa iniziativa si arriverà alla stesura di un apposito regolamento che prevederà quali negozi si potranno aprire, quelli vietati ed un disciplinare che comprenderà i piatti ed i prodotti tipici che si potranno proporre o vendere in maniera prevalente. Le attività già esistenti prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento e del disciplinare avranno tre anni di tempo per riconvertirsi.
La seconda delibera di indirizzo riguarda invece la “Regolamentazione dei flussi turistici con particolare riguardo alle comitive ed ai gruppi”, specialmente nei periodi maggiormente critici, studiando accessi regolati".

"Occorre quindi un patto di collaborazione per risolvere l’equivoco che possiamo vivere di solo turismo. Ma avere e consolidare la certezza che dobbiamo vivere insieme al turismo. Qualcuno dirà: utopia. Io credo - conclude il primo cittadino di Vernazza - che siamo obbligati a farlo non solo a difesa del nostro turismo ma anche per il recupero del nostro paesaggio. Oggi abbiamo sicuramente più mezzi, più risorse di quante ne avevano i nostri vecchi. Quei vecchi che con la sola fatica ha fatto si che, donne e uomini, con le loro mani ed il bidente hanno scavato la roccia, protesi sull’abisso, per costruire le case in cui abitare e le fasce dove coltivare e per trarne sostentamento".

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