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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Gennaio - ore 15.42

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Pignone si prepara a riabbracciare il suo amato ponte | Foto

Grazie allo stanziamento di quasi 250mila euro da parte della Fondazione e di Carispezia il paese potrà vedere rinascere il suo simbolo, che sarà realizzato con le pietre originali recuperate dal Cai e dagli speleo dopo l'alluvione del 2011.

Pignone si prepara a riabbracciare il suo amato ponte<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/Il-ponte-storico-di-Pignone-ritornera-2127_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>

Cinque Terre - Val di Vara - Oggi, a più di cinque anni dall'alluvione che se l'è portato via, del Ponte storico di Pignone resta solamente un moncone, lato paese. Dall'altra parte dal colore delle rocce si intuisce il punto in cui si innestava l'arco percorso per secoli dagli abitanti. Quella era l'unica via di accesso al centro storico, esclusivamente pedonale, sino agli anni Cinquanta, quando venne realizzato il ponte carrabile che oggi porta dritti dritti in piazza. Tra 410 giorni, simbolicamente il primo gennaio del 2018, il vecchio ponte sarà nuovamente al suo posto. E in gran parte sarà realizzato con le stesse pietre che lo componevano sino al pomeriggio del 25 ottobre 2011. I sassi, a centinaia, sono stati recuperati a partire dal giorno seguente dai volontari del Cai e del Gruppo speleologico lunense nell'alveo del torrente.
Bardati di tutto punto gli speleologi hanno setacciato il letto del corso d'acqua dirigendosi a valle sino al punto in cui si era creato un accumulo di alberi e carcasse di auto, a un chilometro di distanza dal centro abitato. Una ricerca incessante, durata giorni e giorni, per individuare tutte le rocce che avevano incrostazioni di malta rosa, quella particolare utilizzata storicamente nella Val di Vara nei secoli scorsi, contenente polvere di diasporo. Sulla sponda una grande stampa di una fotografia della madonnina marmorea che era incastonata nel ponte, così da poterne riconoscere i particolari in eventuali pezzi recuperati qua e là.

Quando il torrente ha smesso di risputare quei sassi, le pietre sono state caricate su un carro e sono state riportate in paese. Lì hanno atteso anni, prima di poter ritornare ad assolvere al loro compito. E quel giorno è finalmente venuto.
"Ci sono stati momenti di vero scoramento - ha ammesso il sindaco Mara Bertolotto -, tanto che sembrava impossibile riuscire a centrare l'obiettivo. Ma non ci siamo mai persi d'animo. E oggi siamo qui, a dare il via ai lavori di ricostruzione di quello che è un simbolo identitario importantissimo per tutti noi".
Dopo una complessa procedura, dopo la cerimonia che si è svolta questa mattina, prendono il via i lavori per la ricostruzione del ponte. Un intervento che sarà possibile grazie al contributo di Fondazione Carispezia, di Crédit Agricole Carispezia e di 30 Fondazioni di origine bancaria che hanno raccolto l’invito a intervenire nei territori alluvionati. Un contributo è stato fornito anche da piccoli versamenti di privati cittadini.
In particolare la Fondazione e la banca spezzina hanno avviato una strategia condivisa per sostenere interventi di prima necessità e iniziative per il ritorno alla normalità e la ripresa dei Comuni colpiti, mettendo a disposizione del territorio 1,7 milioni di euro, a cui si è affiancato il contributo della rete solidale delle Fondazioni di origine bancaria, che hanno raccolto oltre 1 milione di euro destinati a interventi condivisi con le amministrazioni, come il recupero di immobili storico-artistici, l’acquisto di macchinari e il ripristino di strutture nella provincia spezzina e in Lunigiana.
"Non è scontato che una banca metta a disposizione parte dei suoi ricavi - ha sottolineato il presidente della Fondazione, Matteo Melley - ma vorrei anche segnalare lo sforzo della comunità intera di Pignone, che si è unita e ha accolto i volontari non solo in occasione della calamità. Questo tesoro non va disperso, ma va preso come esempio quando ci sono situazioni drammatiche per altri".
"Abbiamo associato il nome della capogruppo a quello di Carispezia - ha aggiunto
- Giampiero Bottero, vice direttore generale della banca spezzina - ma manteniamo la missione di banca di prossimità, che è quello che ci ha portato qua oggi".

Per la ricostruzione del ponte di Pignone sono stati stanziati complessivamente 195mila euro, a cui Fondazione Carispezia ha aggiunto ulteriori 40 mila euro che si sono resi necessari in un secondo momento per studi e interventi idraulici.
Il ponte medievale, tra i simboli più amati dagli abitanti di Pignone e dall’intera Val di Vara, sarà ricostruito seguendo il progetto curato della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Liguria, che prevede la restituzione quanto più fedele all’originale, così come voluto dalla cittadinanza, sulla base del motto “com’era, dov’era”, come ha spiegato Mario Moriconi, dirigente della Soprintendenza.
Si tratta di un risultato importante, che segue un lungo iter amministrativo - che ha richiesto studi e analisi approfondite - volto a rendere possibile al contempo la futura realizzazione di opere di mitigazione del rischio idraulico.
Il progetto esecutivo, realizzato dall’architetto Samantha Vicentini e dall’ingegnere Alberto Alì in accordo con la Soprintendenza, la Provincia della Spezia e la Regione Liguria, prevede la realizzazione di un’analoga struttura costruttiva dell’originale, con migliorie che avranno l’obiettivo di renderlo maggiormente resistente. L’edicola, elemento essenziale alla definizione dell’immagine del Ponte, sarà ricostruita anch’essa ricalcando l’originale: si è ritenuto infatti di riproporre, utilizzando sempre la pietra locale, gli stessi elementi e le stesse misure della nicchia preesistente, rimandando eventualmente ad una fase successiva la realizzazione di una scultura che possa sostituire la Madonna con Bambino, andata persa nell’alluvione.

Presente alla cerimonia anche Maria De Bartolomeis, vice prefetto vicario della Spezia, che ha mostrato di comprendere quello che ha passato la popolazione di Pignone nel 2011: "Vengo da L'Aquila e capisco cosa voglia dire svegliarsi con il dramma, senza riferimenti visivi. Stimo molto la caparbietà dimostrata dagli abitanti, che hanno fatto di tutto per arrivare a rivedere le cose come erano".
Dopo i saluti e i ringraziamenti degli ex sindaci Silvano Zaccone e Antonio Pellegrotti, l'attore spezzino Dario Vergassola ha ricordato, con la consueta ironia capace di mettere tutti di buon umore, i giorni in cui il figlio e altri ragazzi erano stati tra i volontari che avevano aiutato la popolazione Pignone, rimanendo colpiti dall'accoglienza ricevuta: "Qua c'era chi aveva perso la casa, ma tutti si prodigavano per far stare al meglio e sfamare chi era venuto a dare una mano. E questo atteggiamento qua a Pignone lo si vede in molte occasioni. Quando il ponte sarà ricostruito propongo che si faccia una grande festa con tutti i volontari".
Una proposta che, c'è da giurarci, non cadrà nel vuoto.

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