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Monterosso, il sindaco firma la Carta dei diritti della bambina

l'impegno
Monterosso, il sindaco firma la Carta dei diritti della bambina

Cinque Terre - Val di Vara - Il sindaco Emanuele Moggia ha firmato la Carta dei Diritti della bambina. “La nostra Amministrazione è particolarmente attenta alla tutela dei diritti delle bambine e dei bambini, quali soggetti in crescita e futuro della nostra società ed è da tempo impegnata a promuovere la diffusione e il sostegno alla cultura del rispetto e della prevenzione della violenza e della discriminazione di genere, inoltre ha tra i suoi obiettivi primari quello di contribuire alla tutela dei diritti della persona attraverso la promozione e diffusione dei valori fondativi della società civile – spiega il primo cittadino - Per contrastare ogni forma di discriminazione sociale, tra cui quella di genere, è fondamentale che si compia uno sforzo per diffondere conoscenza ed informazione sulla tematica attraverso opportune iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza”.
La Carta dei diritti della bambina è ispirata alla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia del 1989 e si presenta come un’enunciazione di principi di valore morale e civile finalizzati a promuovere la parità fra i sessi, la valorizzazione delle differenze tra bambine e bambini e il superamento degli stereotipi che limitano la libertà di pensiero e di azione in età adulta.
Secondo la Carta, infatti, le piccole donne devono essere aiutate, protette ed educate fin da subito in modo da crescere come cittadine attive, nella piena consapevolezza dei loro diritti e doveri.
Il documento è essenzialmente l’avvio di un cammino che si sviluppa soprattutto sul piano culturale educativo, di maturazione profonda delle coscienze, è uno strumento di accelerazione del processo di uguaglianza di genere di cui ancora oggi la nostra società difetta; la Carta è una premessa fondamentale per l'affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita.
La mancata valorizzazione delle differenze tra bambine e bambini si tradurrebbe in una limitazione della libertà di pensiero e di azione in età adulta.
L’iniziativa, accolta con il favore unanime della Giunta, è stata presentata dalla Prof.ssa Valeria Maione, in rappresentanza del Comitato Interassociativo Carta dei Diritti della Bambina-Genova. Maione è esperta economista, già Consigliera di Parità della Regione Liguria e studiosa di tematiche legate alla parità di genere.
Con l’approvazione della Delibera di Giunta n° 126 dello scorso 30 settembre il Comune di Monterosso si impegna a favorire la diffusione e la conoscenza della Carta presso i Servizi educativi ed integrativi della prima Infanzia, nella scuola Primaria e nella Scuola Secondaria di l° Grado del paese, tra le Associazioni di varia natura e le giovani generazioni.
Alla sottoscrizione della Carta da parte del sindaco, avvenuta oggi, erano presenti anche Valeria Maione e Rosanna De Mitri in rappresentanza del Comitato Interassociativo Carta dei Diritti della Bambina-Genova.
La Carta dei diritti della Bambina è composta di pochi ma fondamentali articoli ed ha gli obiettivi di: garantire il diritto alla parità sostanziale, come principio di non discriminazione, così come sancito anche dalla nostra Costituzione all’art. 3, quale diritto fondamentale fin dalla nascita; superare gli stereotipi di genere che limitano la libertà di pensiero e di azione in età adulta e che sono all’origine di episodi di violenza fisica e psichica; promuovere la cultura del rispetto di genere uomo-donna, ossia porre le basi per un sano, armonioso e costruttivo rapporto uomo-donna improntato al rispetto reciproco e alla valorizzazione delle diverse specificità e aspettative.
"Le specificità - si legge ancora nella nota del Comune - vanno scoperte, coltivate, valorizzate, esaltate in tutta la loro bellezza, nel rispetto dei reciproci ruoli e della diversa, tuttavia complementare, visione del mondo. Una cultura contraria ad ogni forma di discriminazione, a cominciare dai ruoli stereotipati, spesso forieri in età adulta di episodi di violenza fisica e psichica che trovano il loro apice nel femminicidio".

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