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L'anniversario della strage di Bonassola: "Il boato e i corpi, persino sui terrazzi"

Nel 1965 un gravissimo incidente alla vecchia stazione fa 10 vittime. A causarlo un'esplosione accidentale sui binari.

il paese sconvolto
L'anniversario della strage di Bonassola: "Il boato e i corpi, persino sui terrazzi"

Cinque Terre - Val di Vara - "L'improvviso, tremendo boato; i vagoni che saltano in aria; poveri esseri umani che vanno a schiantarsi su un campo dove normalmente giocano i bambini, su una strada, persino su un terrazzo di casa; il bombardamento di spezzoni di ferro per tutta la cittadina; lo sconquasso di persiane, di finestre, di molti tetti, di intere case, per lo spostamento d'aria che la parete dei monti- così vicini - riflette e raddoppia". Così il deputato comunista Giovanni Serbandini raccontava alla Camera dei Deputati l'orrore che Bonassola aveva vissuto appena quattro giorni prima. Il 16 gennaio del 1965, esattamente 55 anni fa, il paese era stato travolto da un'esplosione, causata sulla ferrovia da sedici cassette di gelatina da mine scaricate sui binari, proprio mentre passava l'accelerato 1072 partito dalla Spezia alle 12.28 e diretto a Genova.
Dovevano servire alla ditta che si stava occupando dei lavori di raddoppio della linea ferroviaria, invece causarono una strage: 10 morti e cinquanta feriti. Danneggiati decine di edifici, tra cui il palazzo comunale, l'asilo e la scuola elementare. I bambini si salvarono perché non erano in quel momento nella stanza devastata dalla deflagrazione. "La tragedia avrebbe potuto essere cento volte maggiore: se le carrozze dell'accelerato investite dall'esplosione non fossero state semivuote; se la porta che divideva le carrozze non fosse stata chiusa e non avesse impedito ad un gruppo di operai e di studenti di portarsi avanti per prepararsi a scendere in una posizione più centrale rispetto alla stazione; se, soprattutto, le strade non fossero state quasi deserte, per la stagione e per l'ora del pasto", ricordava Serbandini.
I nomi dei morti erano Renato Lagorio, Giusep­pe Soss, Giulio Riccon, Ernesto Baldi, Giovanni Bianchi, Franco Sciscio, Alfredo Salvatore, Franco Graffigno, Giuseppina Borgnotto e Nicola Badotti, morto a qualche giorni di distanza a causa delle ferite. Nei giorni seguenti arrivò a Bonassola anche il ministro degli interni Taviani per rendersi conto di persona del disastro. Nel 2015 il Comune ha posto una targa a memoria di quell'evento.

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