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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Ottobre - ore 11.29

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Il Parco difende la trota per rilanciare la Val di Vara

Nel 2017 potrebbe arrivare la validazione del progetto elaborato da Via Paci che punta alla tutela del pesce e alla creazione di economie sostenibili.

Il Parco difende la trota per rilanciare la Val di Vara

Cinque Terre - Val di Vara - Il presidente del Parco di Montemarcello Magre e Vara, Pietro Tedeschi, da quando ha preso il mano il timone dell'ente di Via Paci, ha spesso infilato nei suo discorsi pubblici la figura quasi mitologica del rospo ululone. Perché? Per spiegare che a volte, complici leggi, vincoli e lacciuoli, le aree protette si trovano costrette ad anteporre la difesa di pur rispettabili specie animali rare all'urgentissima salvaguardia di intere fette di territorio da abbandono, degrado, dissesto idrogeologico e altre piaghe la cui persistenza rischierebbe di levare la terra da sotto i piedi a uomini, rospi e altri animali. Ciò non vuol dire che il Parco no sia pronto a impegnarsi in progetti volti alla tutela di determinate specie. Tant'è che, come specificato in sede di approvazione di bilancio, nel 2017 potrebbe arrivare la validazione di un progetto di fattibilità elaborato dall'ente per il recupero del ceppo autonomo della Trota mediterranea del fiume Vara. Nel corso del 2016, quando sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea è stato pubblicato l'invito a presentare proposte per la procedura di selezione Life Action Grant, Via Paci s'è fatta avanti con il progetto per la trota, che vede l'ente partner di una partita più ampia denominata Streams di cui è capofila il Parco dei Monti Sibillini.

Il progetto elaborato dal Parco guidato da Tedeschi si pone come obbiettivo il recupero e la conservazione della trota autoctona in tutto il suo areale da perseguire attraverso l'aumento delle conoscenze sulle popolazioni naturali, l'incremento di quest'ultime tramite la ristrutturazione e la nuova gestione dell'incubatoio di Chiusola (Sesta Godano), la creazione di percorsi di pesca trekking, la razionalizzazione delle norme che regolano il prelievo e la conservazione del pesce e, infine, l'elaborazione di una strategia nazionale che supporti la concreta applicazione in Italia delle direttive europee Habitat e Water Framework. Gli obbiettivi di conservazione, studio e gestione della popolazione di trota autoctona e del patrimonio ittico in generale previsti nel progetto ben si sposano con i compiti istituzionali del Parco, finalizzati sia alla tutela, sia alla alla creazione di uno sviluppo sostenibile della Val di Vara attraverso un'articolata offerta di pesca ricreativa eco-sostenibile. Nell'ambito del progetto, inoltre, il Parco, per migliorare e tutelare gli ambienti in cui si svolge il ciclo biologico della trota autoctona, si propone di intervenire con azioni di rimozione di specie estranee tramite elettropesca e potenziamento della vigilanza sul territorio.

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