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Guide sul piede di guerra: "Si sperimenti un sistema a chiamata per i pullman turistici"

Guide sul piede di guerra: `Si sperimenti un sistema a chiamata per i pullman turistici`

Cinque Terre - Val di Vara - Oggi il Comune della Spezia ha affrontato il problema, che incide pesantemente sulla viabilità e sulla vita cittadina, causato dai pullman turistici sotto alla stazione - e di conseguenza, non proprio indirettamente, anche quello del sovraffollamento delle Cinque Terre.
Riprendendo il progetto degli Assessori Angelicchio e Mori, i pullman avranno divieto di accesso a via Fiume. Il progetto della giunta precedente era stato sospeso, perché prevedeva il trasferimento dei pullman di comitive alla stazione di Migliarina.
Le guide ed alcuni altri operatori avevano già allora fatto presente che la stazione di Migliarina non era adeguata allo scopo: mancava un punto di ristoro,un punto informazione, non c'era una biglietteria - ma non c'era neppure il bagno.
Quando poi c'è stato il deragliamento del treno merci tra La Spezia Centrale e Migliarina, e la necessità di trasferire con pullman i passeggerei dei treni tra le due stazioni, si è visto che c'erano anche problemi di viabilità non sormontabili senza un intervento sulla viabilità di tutta la zona.
Anche la soluzione di istituire il punto di salita e discesa in Via Fieschi era stata scartata, per la distanza, per la mancanza di bagni in prossimità e per i problemi che avrebbero comunque creato le comitive nell'attraversamento dell'incrocio di viale Garibaldi/viale Amendola, e per l'immagine poco accattivante che la città da di se stessa nel percorso da effettuare fino alla stazione.
Si era pensato quindi ad una soluzione diversa, su esempio di quanto avviene a San Gimignano: far attendere i pullman in viale Fieschi, altezza Stadio, da dove si sarebbero portati verso la stazione Centrale dopo essere stati chiamati da un operatore, all'arrivo del gruppo. La spesa prevista era quella per 2 operatori, posizionati in via Fiume e in via Fieschi, attivi dalle 16 alle 18, ora di punta dei treni in arrivo alla Spezia dalle Cinque Terre.
Il servizio sarebbe stato coperto dal pagamento del parcheggio al Palasport (50 euro) oppure da pagare sul posto (10 euro) per chi effettuava la sola operazione di carico, come succede per i pullman che vengono a prendere i gruppi scesi al mattino a Levanto, Lerici, Manarola o altra località per cui è già previsto un check point.
Ora, questo sistema “a chiamata” a San Gimignano funziona alla perfezione, e non ci sono motivi per ipotizzare che non avrebbe funzionato alla Spezia.
Purtroppo sembra che la nostra nuova amministrazione preferisca non sperimentare questa soluzione. E quindi in attesa che sia pronta la stazione di Migliarina, i pullman dovranno fare sosta per la salita e la discesa in viale Fieschi. Con il rischio che i problemi di traffico vengano semplicemente spostati, come è già successo quando la sosta pullman è migrata da via XX Settembre a viale Amendola a via Fiume.
E senza contare che i pullman sono il mezzo preferito dalle persone della fascia compresa tra i 60 e i 90 anni, che hanno tanto tempo libero ma difficoltà a viaggiare da soli e magari anche a camminare. Ora dovranno fare un chilometro e più a piedi da viale Fieschi alla stazione in andata e/o in ritorno. Senza trovare un bagno in prossimità o altro ristoro se non in stazione - o magari presso un qualche bar che si attrezzerà, forse, alla bisogna.
Uno dei motivi che ha reso il nostro territorio una meta privilegiata, oltre alla sua incredibile bellezza, era proprio la combinazione battello/treno e la possibilità di muoversi tra le varie località con grande flessibilità, nonostante incognite quali mare mosso, treni in sciopero o ritardo. Da due anni questo è cambiato, a velocità vertiginosa, dove i costi sempre più alti del trasporto corrispondono a sempre minor flessibilità, senza che si sia trovato un modo per impedire al mare di agitarsi o ai treni di tardare.
E potrebbero essere proprio le difficoltà organizzative e i disagi connessi a spingere i visitatori verso altre mete. Più e prima di qualsiasi contingentamento da parte di Parco e Comuni. Alla scelta di non venire più potrebbe contribuire non poco la percezione chiara e forte di essere indesiderati perche “non si porta niente”. A parte il fatto che anche chi non ha potere di spesa deve avere il diritto di viaggiare (ricordate le nostre mamme e i loro viaggi delle pentole?), vorremmo ricordare che i “turisti dei torpedoni” contribuiscono da decenni all’economia del nostro territorio, come dimostrano i ristoranti, le enoteche, i negozi e tutto il relativo indotto, che va ben oltre i confini delle Cinque Terre, e che tocca in misura sempre maggiore anche la nostra città.
Mancano 2 settimane alla fine della stagione, con arrivi giornalieri di pullman in veloce riduzione. Potrebbe essere l'occasione per la nuova amministrazione di sperimentare la soluzione "San Giminiano", e trarre le somme del suo funzionamento da qui alla prossima stagione primaverile.
In alternativa, speriamo almeno che per questi bistrattati turisti in pellegrinaggio da via Fieschi alla stazione si srotolino tutti i tappeti rossi che sono stati rimossi dalle altre località turistiche liguri e che ora sono accatastati nei magazzini dei Comuni. Che vengano stesi in via Garibaldi, via Fiume e su per via Paleocapa. Che almeno i turisti della terza età non si sentano di terza classe, ma dei vip anche loro.

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