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Fornola e Bottagna, i fronti della protesta sono due

Il fabbro Luciano Hermida suona la carica perché si pensi anche a chi sconta i disagi a nord del cantiere. Strali contro Regione e Provincia: "Fanno scaricabarile".

Cinque Terre - Val di Vara - "Non c'è solo il lato Fornola. C'è anche Bottagna". Lo ha ribadito stamattina Luciano Hermida, titolare di una carpenteria a Buonviaggio e grande animatore del comitato "La Ripa", nato da un mesetto. Un sodalizio, complementare a "Salviamo la Ripa", che intende rivolgersi a tutti, serbando però un occhio di riguardo ai disagi del lato Bottagna, finiti molto meno a favor di riflettore. I due comitati, avendo un obbiettivo comune, logicamente non si fanno la guerra, ma certo il clima non è di massima cordialità. Tant'è che, stamani, Hermida non ha preso parte alla breve manifestazione organizzata da "Salviamo la Ripa" sull'Aurelia, preferendo, poco più tardi, guidare la stampa in un sopralluogo sotto la Ripa approfittando della disponibilità di alcuni privati che vivono - bella fortuna - sotto il costone. "La Ripa continua a franare - osserva Hermida -, ci sono pezzi di montagna che si stanno staccando e ci sono zone del cantiere che sembrano abbandonate. Ci hanno dato tantissime date per la riapertura, ma la situazione adesso è sotto gli occhi di tutti. Vogliamo verità e certezze". Nel mirino di Hermida non c'è solo la Provincia, che è invece il bersaglio di "Salviamo la Ripa". Secondo il fabbro, infatti, "tra Provincia e Regione è in atto uno scaricabarile inaccettabile. Intanto le aziende si stanno rovinando". L'idea: "Se non avremmo risposte certe, valuteremo anche la presentazione di un esposto in Procura". Non sorride chi ha la casa sotto la Ripa. "Vivo nel terrore - spiega la signora Gina, 75 anni -, ho paura di non fare in tempo a mettermi in salvo nell'eventualità di una grossa frana. Una situazione terribile e credo che il passaggio degli autoarticolati nel tempo l'abbia peggiorata". La protesta proseguirà. Un po' spaccata, ma proseguirà.

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La Ripa Archivio Cds
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