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Cinque Terre pronte al numero chiuso in spiaggia

I primi cittadini dei borghi rivieraschi si preparano alla stagione balneare tra mille incertezze. Da Riomaggiore a Monterosso, i sindaci: "Senza risorse situazione complessa". Da Vernazza: "In caso di criticità interverremo".

"servono finanziamenti e linee chiare"

Cinque Terre - Val di Vara - Ipotesi "spiagge a numero chiuso" a Riomaggiore e Monterosso. A Vernazza i cittadini sono liberi di accedere all'arenile con la situazione sempre sotto sorveglianza. E' questa l'istantanea che arriva dai comuni delle Cinque Terre ma le preoccupazioni comunque non mancano. Se queste ultime due settimane i principali frequentatori sono i residenti in Liguria e in provincia della Spezia, al 3 di giugno si guarda ancora con sospetto perché al momento non ci sarebbero direttive chiare che possano dissipare ogni dubbio sulla possibile gestione dei flussi, intensi alle Cinque Terre, perché di fatto ai comuni sono mancate una serie di entrate a partire dalla tassa di soggiorno. Quello che sembra certo è che l'estate ai tempi del coronavirus non potrà essere gestita con una semplice mascherina. A fare un'analisi attenta sui tre comuni sono i primi cittadini che, come primi garanti della salute dei proprio territori, escono da due mesi pesanti segnati dal lockdown.

Ad aprire il giro di opinioni è il sindaco di Riomaggiore Fabrizia Pecunia: "Non nascondo la mia preoccupazione, i segnali che sono stati dati sono contraddittori. Sembra un 'liberi tutti' quando poi la situazione è abbastanza critica. Noi cercheremo di muoverci in maniera coerente e organizzato. Lo ho precisato anche al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti quando ci siamo confrontati la scorsa settimana con Anci. Serve uniformità tra comuni. La ripartenza economica e quella turistica dovremmo farle tutti assieme. Non possiamo compromettere la ripresa e servono stanziamenti. Per l'accesso alle spiagge, gli accessi e per il supporto sanitario servono. Si tratta di risorse legate al turismo. Cito come esempio il mio Comune: l'anno scorso potevo finanziare la Guardia medica con l'imposta di soggiorno. Quest'anno sempre che ci sia sarà molto ridotta. Per quanto riguarda la riorganizzazione, con Anci, abbiamo stilato un protocollo applicabile in quasi tutti i comuni e l'idea è quella di avere un'applicazione per gli accessi e avere la sorveglianza a patto che la Regione garantisca degli stanziamenti. Se non ci sono risorse potremmo solo garantire dei volontari e a questo punto si travalica nell'ordine pubblico. I nostri spazi sono limitati e un agente di Polizia municipale in servizio".
Per quanto riguarda la riorganizzazione il sindaco Pecunia precisa: "Per la spiaggia sarà necessario il numero chiuso. Lasceremo libero accesso agli scogli dove verranno affissi una serie di cartelli, ma non escludiamo ulteriori provvedimenti in caso di criticità. Per l'accesso al paese stiamo valutando l'utilizzo obbligatorio della mascherina. In questo momento stiamo prendendo in considerazione: gli accessi alla spiaggia sorvegliati con accessi alternati, gli scali di Manarola e Palaedo avranno accesso tramite un'applicazione".

A Vernazza il primo cittadino Francesco Villa sul 3 giugno è molto cauto e al primo posto mette i residenti del suo Comune. "Al momento la spiaggia rimane libera e non abbiamo personale fisso, ma sarà assolutamente vietato mettere sdraio e ombrelloni. Sarà presente la cartellonistica che suggerisce i comportamenti corretti anti Covid. Vernazza è sempre stata molto apprezzata ma poco frequentata se non dai residenti. E' chiaro che se sarò costretto a intervenire ne vieterò l'accesso ma è un provvedimento estremo che vorrei evitare. L'esperienza degli anni passati ci ha dato la via da seguire. La situazione sarà monitorata e se dovessero esserci rischi per i miei cittadini interverrò immediatamente".

A Monterosso nella giornata di ieri il primo cittadino Emanuele Moggia ha emesso un'ordinanza che vieta la sosta negli arenili. "Le spiagge libere rimarranno libere - spiega - perché sono un bene pubblico e tale deve rimanere. Tutti devono poterne fruire, sono assolutamente contrario al pagamento per accedervi. C'è tanta incertezza su quello che avverrà dopo il 3 giugno perché non c'è chiarezza su 'chi fa cosa' con quali potere e fondi che non ci sono. I bilanci dei comuni rivieraschi dipendono dal turismo ma se mancano: imposta di soggiorno che per Monterosso cuba 560mila euro, ingresso ai parcheggi pubblici (800mila euro in meno per il Comune, Ndr), suoli pubblici che faceva entrare 360mila euro e parte di Imu e Tari. Questo comporta un rischio concreto di disavanzo. Dovrebbero spiegarci, dai piani alti, con quali risorse potremmo gestire una stagione di convivenza con il coronavirus".
"Fino al 3 giugno - prosegue il sindaco - non si potrà sostare sugli arenili perché in questi giorni ho assistito a comportamenti non compatibili con l'emergenza ma è un problema di buonsenso, non siamo dei cani da guardia. Con tre agenti di Polizia locale a disposizione non posso garantire costante sorveglianza. Per il futuro abbiamo chiesto agli stabilimenti balneari, ma devono fare tutte le loro valutazioni del caso, su compenso se fossero interessati a prendere la gestione della spiaggia libera confinante. Non è scontato che accada, ricordiamo il peso della Bolkstein, e quindi un'alternativa 'lacrime e sangue' sarebbe l'affidamento ad aziende private di sorveglianza che possano sopperire. Non ci sono risorse per assumere altri agenti della Polizia locale. So che altre amministrazioni si sono già affidate a questo metodo e stabilito il numero massimo di persone presenti in spiaggia si limitano gli accessi. Il posti potrebbero diventare a 'esaurimento della risorsa'. Servirebbero degli appigli normativi riusciremmo sicuramente a lavorare meglio. Io mi auguro che ciò accada perché di risorse non ne abbiamo".

(foto: repertorio)

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