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Cinque Terre, l'Area marina si rigenera. E le immersioni crescono

Il referente Claudio Valerani a Lerici: "Le caratteristiche dell'Amp sono migliorate negli ultimi quattro anni".

Divieti che fanno bene
Cinque Terre, l'Area marina si rigenera. E le immersioni crescono

Cinque Terre - Val di Vara - “Il Ministero dell'Ambiente ha stabilito che l'Area marina protetta delle Cinque Terre ha un bilancio positivo, cioè il suo habitat si rigenera automaticamente. E questo dal punto di vista scientifico ha un significato enorme, è l'obbiettivo base dell'Amp stessa”. A spiegarlo oggi pomeriggio a Lerici, in occasione di un convegno a tema emissioni sonore organizzato da Athena La Spezia, Claudio Valerani, referente per l'Area marina protetta cinqueterrina. Dal 2015 – anno dell'approvazione del 'Regolamento di esecuzione e organizzazione' che disciplina le attività consentite o meno nell'Amp – ad oggi, ha detto ancora Valerani, “le caratteristiche dall'Area sono migliorate. Alcune specie considerate a rischio ora sono in perfetto stato di salute. Per fare un esempio, con enorme soddisfazione abbiamo riscontrato l'aumento della Posidonia oceanica”.

Il tecnico ha illustrato alla platea raccoltasi nella sala conferenze del castello lericino la divisione dell'Amp in zona A, zona B e zona C: la prima estremamente restrittiva per quanto concerne le attività umane, la seconda un po' più 'morbida', la terza ulteriormente permissiva – siamo in prossimità delle aree antropizzate – ma comunque incentrata sulla necessità di una piena sostenibilità ambientale. “Dalle restrizioni c'è chi ha tratto anche dei vantaggi, per esempio i diving center. La qualità e la quantità delle immersioni in questi anni sono aumentate perché le aree interessate, grazie alle restrizioni, sono sempre più pregiate. Certo i numeri sono ancora piccoli: parliamo di circa 350 immersioni all'anno. Un'altra attività che ne ha beneficiato è il noleggio di piccoli natanti e canoe, cresciuto del 300 per cento negli ultimi quattro anni”. Ma naturalmente, ha concluso Valerani, le imbarcazioni devono osservare regole stringenti in materia di emissioni gassose e sonore. E, per quanto riguarda il diving, restano alle porte della Zona A - la prediletta dagli amanti delle immersioni -, ormeggiandosi ai gavitelli in zona B.

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