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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Giugno - ore 17.09

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Cinque Terre, De Benedetto ad Alessandro: "Recuperare il buon senso"

L'esponente di Sel: "Le limitazioni di accesso non sono una questione demandabile alle card: la strategia è competenza degli amministratori. Il Parco eserciti la sua vocazione ambientalista nei luoghi preposti".

Cinque Terre, De Benedetto ad Alessandro: "Recuperare il buon senso"

Cinque Terre - Val di Vara - La "metropolitana leggera" e il numero chiuso sono i temi del momento nel territorio delle Cinque Terre, che si avvicina all'inizio della stagione turistica senza avere ancora ben chiaro quali saranno le caratteristiche del sistema di trasporto ferroviario, né quelle relative all'accoglienza dei turisti e alla fruibilità dei sentieri.
Oltre al Parco, ai sindaci, alla Regione (e ai consiglieri regionali) e ad alcune associazioni di cittadini e operatori economici, sulle due questioni si esprime oggi anche Nicola De Benedetto, responsabile di Sel per la Riviera e tra i papabili per la carica di sindaco alle prossime elezioni comunali di Riomaggiore.

Quali sono, senza scendere nel dettaglio tecnico dell'orario proposto e delle alternative prospettate nelle ultime settimane, quali sono le criticità principali della cosiddetta 'metropolitana leggera'?
"Mi sembra che i sindaci, i cittadini e le associazioni lo abbiano spiegato bene, è un progetto che nasce senza il sostegno di alcun piano industriale, portato in delibera sulla base di un'iniziativa precedente che aveva coinvolto Parco e Regione, senza l'adeguato coinvolgimento del territorio e degli operatori del settore. Delibera che è poi scappata di mano per inesperienza e dilettantismo dei singoli, impegnati a giocare partite multiple, anche speculative, distanti dalle esigenze turistiche e dai reali bisogni dei cittadini, che sono le vittime effettive di questa razionalizzazione insensata. Le tratte devono ritornare a servire il territorio in modo lineare, senza separarlo dal resto della Liguria, consentendo a studenti, lavoratori e pendolari di vivere il trasporto pubblico con serenità. Meglio dunque recuperare il buon senso, prima che inizi la stagione, ristabilendo la continuità dei collegamenti con il Ponente ed evitando la tratta a quattro euro, che sarebbe assolutamente disastrosa per la credibilità turistica delle Cinque Terre. Ovviamente noi ci impegneremo a sorvegliare passo dopo passo la situazione dai tavoli della regione e, qualora fosse necessario, anche dalle aule del Parlamento...".

La risposta delle istituzioni locali è stata a dir poco scomposta, alle Cinque Terre manca l'unità anche in questa vicenda...
"Le Cinque Terre stanno facendo molti sforzi per recuperare una voce comune, lo dimostrano le associazioni dei cittadini, disponibili a interfacciarsi con gli enti pubblici, a studiare le carte, a proporre studi mirati dei flussi turistici. Gradualmente si sta imponendo la necessità di proporre una visione unica del territorio, che sia in grado governare la presenza di nuovi processi economici sviluppatisi con velocità sorprendente. Anche i sindaci, nonostante l'incomprensibile frattura che li ha divisi all'interno dell'Unione dei Comuni, stanno facendo il possibile per recuperare posizioni unitarie. Non sono mancati spiacevoli protagonismi, ma complessivamente hanno dimostrato la maturità di voler convergere verso soluzioni condivise. Meglio quindi se per il momento rafforzano le strategie comuni a difesa dei grandi temi sollecitati dal territorio, da sviluppare con serietà, attenzione e senso di reciprocità nelle sedi previste".

Condivide la posizione del Parco nazionale delle Cinque Terre? E quella dei sindaci?
"Se posso dare un'indicazione al presidente del Parco, gli consiglierei di evitare i toni mediatici di questi giorni, perché le Cinque Terre in questo momento hanno bisogno di dialogo, di calma e di recuperare un rapporto di condivisione tra cittadini e istituzioni. Non c'è bisogno di titoli ad effetto sui giornali, perché l'unica possibile sintesi è da ricercare sul territorio, insieme alle associazioni e ai sindaci impegnati in situazioni molto complesse.
Mi pare che occorra recuperare il buon senso e condividere le scelte con gli abitanti. Se si rilancia la metropolitana leggera, è poi necessario saperla gestire nei suoi sviluppi e nei disservizi che può produrre.
Nel caso contrario, insistere nella razionalizzazione delle tratte pur di preservare la gestione delle card rischia di essere una strategia molto debole, che appare inerme di fronte alle grandi manovre speculative e pericolosa sotto il profilo turistico-occupazionale, quindi complessivamente da rivedere nel suo impianto generale.
I sindaci dal canto loro stanno rafforzando il loro ruolo di rappresentanza all'interno delle sedi collegiali, dimostrando di voler recuperare il dialogo con i cittadini e di saperlo dirigere all'interno della Comunità del Parco, che infatti è stata aperta alle associazioni, a loro volta capaci di sollevare temi reali, interessanti e concreti.
Certo, non sono mancate incomprensioni, che sono da evitare, ma confido nel rapido superamento delle difficoltà e nella capacità delle amministrazioni locali di difendere il territorio insieme alla popolazione".

Come valuta la proposta di istituire il numero chiuso sui sentieri, Via dell'Amore compresa (ricordando che è ancora chiusa)?
"Mi ricollego al senso generale del ragionamento. Anche la discussione su Via dell'Amore, colta nelle sue potenzialità attrattive e nella sua gestione economica, va ricondotta a criteri di collegialità e condivisione, che devono saper riconoscere il ruolo di primissimo piano innanzitutto dei cittadini.
Non c'è nessuno che sia proprietario del marchio, nessuno che sia legittimato a farne una questione di marketing. Il suo recupero è peraltro evidentemente condizionato dalla capacità di reperire i fondi per la sua riqualificazione, al momento assolutamente deficitaria. La Regione e Trenitalia si sono limitati ad un intervento marginale che non coincide in nessun modo con la sua riqualificazione reale. Quanto agli altri sentieri, deve continuare l'investimento pubblico per il recupero del territorio, ripartendo dall'accorpamento delle terre, dai muretti a secco, dal sostegno alle aziende vitivinicole, le uniche in grado di rimettere in sicurezza un'area preziosa come le Cinque Terre.
Per quanto riguarda la questione delle limitazioni d'accesso, il fatto che i sentieri delle Cinque Terre debbano essere a numero chiuso (o meno) non è certo questione percorribile mediaticamente né demandabile allo strumento delle card, che sono dispositivo eminentemente tecnico, non d'indirizzo strategico. Quello è normalmente di pertinenza delle amministrazioni elette. Se il Parco vuole esercitare la sua vocazione ambientalista avrà sicuramente modo di farlo nei luoghi preposti. Il rilancio mediatico, senza la condivisione con i sindaci e gli altri enti pubblici, finisce generalmente con il confondere il senso generale della proposta.
Via dell'Amore è peraltro proprietà del Comune di Riomaggiore e questa duplicità rende il tema altamente sensibile. La gestione della sua area richiede condivisione, dialogo, serietà e approfondimento.
Gli abitanti, i grandi esclusi, devono tornare ad essere i protagonisti delle scelte".

Tutti sono concordi sul fatto che le Cinque Terre sono il brand turistico più importante della Liguria. Ma dal considerarle la locomotiva del settore al vederle come la "vacca da mungere" il passo è breve...
"Il tema è ovviamente di grande attualità proprio in questi giorni, che vedono i cittadini opporsi ad una grande manovra speculativa che prevarica il territorio. Confido nell'intelligenza e nella coerenza delle classi dirigenti, delle associazioni e degli abitanti, a cui propongo in questo senso una grande alleanza strategica affinché la vivibilità e la bellezza di queste terre non siano svendute alle logiche di mercato e agli interessi che le sostengono.
Le Cinque Terre sapranno difendersi. E lo faranno con passione, orgoglio e amore verso le proprie tradizioni".

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