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Antiche vie di mercanti e viandanti, un progetto per riscoprire la Val di Vara

Un progetto del consorzio "Il Cigno" e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Zaccone: "La storia riaffiora e si materializzano le opportunità di un turismo sostenibile".

la via dei monti
Antiche vie di mercanti e viandanti, un progetto per riscoprire la Val di Vara

Cinque Terre - Val di Vara - Scoprire i sentieri di pellegrini e mercanti, immersi nelle bellezze di quei luoghi, dove la costa comincia a salire e si lega con l'entroterra. E' questo lo scopo di "Da Levanto a Brugnato lungo le antiche percorrenze di pellegrini e mercanti" realizzato dal consorzio "Il cigno".
A illustrare il progetto, finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, è il suo responsabile e presidente del consorzio Silvano Zaccone. Per la realizzazione di questo percorso vengono tenunti in conto alcuni elementi cardine: la storia di un territorio, il suo mantenimento e una concreta prospettiva turistica.

E' stato avviato un progetto per la valorizzazione culturale e turistica del complesso monumentale della pieve di San Siro a Montale di Levanto e della viabilità storica che da lì transitava. Come nasce l’idea?
Abbiamo puntato a un progetto di valorizzazione turistica del complesso della pieve di San Siro di Montale di Levanto e della viabilità storic,a che dal porto canale di Levanto conduceva a Brugnato e da qui a Pontremoli. L'idea si è sviluppata a partire da marzo 2020, in piena pandemia. E’ il risultato della collaborazione fra Parrocchia di Montale e Consorzio “Il Cigno” con il coinvolgimento dei Comuni di Levanto, Borghetto di Vara, Brugnato e del CAI – Sezione della Spezia.
La pieve, restaurata pochi anni orsono grazie al contributo della parrocchia, della Cei, della Curia vescovile e della Fondazione Compagnia di San Paolo di Torino, è una delle trentacinque che componevano l’antica diocesi di Luni. La sua imponenza sta a significare il ruolo primario e l’influenza avuti nel corso dei secoli su un vasto territorio al confine con la potente diocesi di Genova.
Con il progetto, realizzato grazie al contributo alla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Luoghi della Cultura 2020”, sarà possibile costruire il piccolo centro museale multimediale ospitato nell’Oratorio della Santa Croce che fa parte del complesso monumentale, valorizzare e far conoscere la pieve, ricostruire e rendere fruibile per i moderni pellegrini l’antico percorso medioevale che partiva dal porto canale di Levanto e si collegava alla via Francigena dopo aver attraversato la Val di Vara.

Quale è il ruolo della comunità di Montale nel progetto e quali ricadute positive potranno derivarne?
L’intento del bando della Fondazione era quello di stimolare la conoscenza di beni, già oggetto di restauro, da parte di un pubblico ampio interessato a forme di turismo culturale. Nel nostro caso, grazie al supporto della Fondazione ben recepito dalla piccola comunità di Montale, da sempre molto legata alla sua pieve, sarà possibile avviare un processo di valorizzazione del complesso che ospita fra l’altro l’oratorio della locale confraternita. Si apre in buona sostanza uno scenario interessante anche sotto il profilo economico e sociale con l’intento di mettere a sistema costa ed entroterra, creando una rete fra comunità locali ed edificato religioso lungo tutto il percorso del cammino conosciuto come Via dei Monti o de Pontremolo. Era indispensabile dare una denominazione, in forma sintetica al tracciato, senza alterarne i contenuti e così l’abbiamo chiamato nel rispetto della documentazione storica Via dei Monti, che ben si attaglia ad un cammino che dal mare saliva dapprima sulla dorsale levantese e dalla Val di Vara portava allo spartiacque con la Lunigiana.

Come avete ricostruito l’antico percorso?
Il primo obiettivo è stato quello di ricreare, possibilmente in modo fedele, il tratto da Levanto a Brugnato tenendo conto delle mutate condizioni della viabilità e delle trasformazioni realizzate nel tempo dall’uomo. I soci del Cai Piero Andreani e Luca Galuppini hanno lavorato in queste settimane a ricostruire l’originario percorso di crinale riportandolo su mappa con la sovrapposizione puntuale dei sentieri attualmente esistenti e inseriti in Rel. In modo sorprendente la descrizione fatta dal compianto professor Tiziano Mannoni e dalla dottoressa Aurora Cagnana, a quel tempo collaboratrice dell’Iscum di Genova, trova rispondenza nei rilievi operati sul campo negli anni ’90 dai soci storici del Cai della Spezia Giovanni Spinato, al quale si deve l’analisi della rete sentieristica fra Riviera e Val di Vara, Giovanni Marengo, Alfredo Sapia e Franco Tognetti, che lo coadiuvarono. Mi preme qui ricordare il lavoro realizzato in passato per evidenziare come la memoria dei luoghi e delle antiche percorrenze ci aiutano oggi a ricomporre un mosaico spesso frammentario.

I partner del progetto sono, oltre al Consorzio e alla parrocchia di Montale i Comuni di Levanto, Borghetto di Vara, Brugnato e la sezione spezzina del CAI. Quale è il loro ruolo?

Per quanto riguarda i Comuni, non abbiamo richiesto loro alcun contributo economico, ma la condivisione del progetto in una visione di rete fra territori legati storicamente fra loro. L’interazione con gli enti locali – che come consorzio, sempre ricerchiamo – è un passaggio essenziale per concentrare le energie utili alla ripresa economica e turistica delle comunità fortemente provate da un anno di pandemia: ripartire tutti insieme con entusiasmo e determinazione è l’obiettivo primario.
Va da se che anche gli operatori del comprensorio, mi riferisco anzitutto a strutture recettive e di ristorazione, attività agricole, guide, agenzie, per citare quelle più direttamente interessate alla creazione di un cammino storico, potranno trarre beneficio dalla nascita di un percorso nel tempo fra storia e natura. A tutto questo si aggiunge un'opportunità in più per il turista che: ama stare all’aria aperta, ha interessi naturalistici e culturali, vuol conoscere i prodotti e i piatti della tradizione locale. Per la Val di Vara in particolare si tratta, a mio modesto avviso, di una occasione interessante per far conoscere il territorio e le proprie eccellenze.

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