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Ultimo aggiornamento: Domenica 28 Febbraio - ore 22.13

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Accessi regolati, ufficio sentieri e banda ultralarga per il futuro del Parco

Le proposte della Comunità marinara Cinque Terre. Al centro la vivibilità del territorio.

"Chiediamo trasparenza"
Terrazzamenti alle Cinque Terre

Cinque Terre - Val di Vara - “Proposte per proteggere e vivere le Cinque Terre”. Questo il chiaro ed eloquente titolo del documento che la Comunità marinara delle Cinque Terre ha realizzato per dare il suo contributo alla stesura del Piano del Parco nazionale, strumento con cui l'ente persegue la tutela dei valori naturali e ambientali nonché storici, culturali e antropologici tradizionali. Il documento, recapitato dal sodalizio in Via Discovolo, si articola in sei aree tematiche. Apre la salvaguardia del territorio, in merito alla quale la Comunità propone “studi per la salvaguardia idrogeologica della costa, interventi per il rimboscamento nei terreni abbandonati, gestione delle allerte meteo e delle frane con un sistema evoluto ed integrato: sensori, analisi predittive, interfaccia con enti di previsioni”, toccando altresì i tasti della manutenzione (immaginando “squadre di manutentori in forma permanente, istituzione di un ufficio sentieri, creazione di una scuola di muretti a secco”) e dell'ecosostenibilità: vedi “utilizzo di prodotti biodiegradabili, contenimento delle plastiche con valorizzazione delle fontane pubbliche, progetti per una diversa rete fognaria, depuratori all’avanguardia ed un sistema di irrigazione agraria derivato”. Secondo focus, l'accesso all’Area Marina e al Parco. Via mare, e via terra. Che fare? Per l'approdo acquatico, la Comunità parla di “limitazioni ai natanti, alle licenze noleggio con conducente, alle locazioni a motore senza conducente”, nonché di ampliamento parchi boe con servizio trasporto fino agli approdi e revisione del piano della pesca. Per quanto concerne l'accesso via terra si guarda a gruppi “con numero massimo di componenti, guide autorizzate e dotazioni di auricolari” e ancora all'abbattimento delle barriere architettoniche, al ticket di ingresso al Parco e all'eliminazione della tassa di soggiorno.

La terza voce, Lavorare nel Parco, propone la “semplificazione burocratica per le aziende. Laboratori di analisi chimico/fisiche per i prodotti del territorio e per tecniche di produzioni biologiche, conservazione e concimazione bio”, nonché un nuovo centro servizi per l’agricoltura. Quarto aspetto: Qualità e promozione: l'idea della Comunità marinara è la creazione di un marchio geografico-territoriale a difesa del nome Cinque Terre e della qualità dei suoi prodotti, nonché un rinnovamento nella comunicazione social “per una promozione di un turismo di qualità e in particolare di un turismo all’aria aperta”. Nel capitolo successivo, Vivere nel Parco, si suggeriscono “strategie ed incentivi per il miglioramento della vita dei residenti: abbattimento fumi, odori di cucina, smaltimento olii esausti. Copertura banda ultralarga con fibra Ftth anche nelle frazioni. Possibilità di usufruire di fonti di energia alternativa per strutture pubbliche, ricettive e private. Installazione di colonnine per ricarica elettrica nelle aree di sosta e parcheggi. Possibilità di utilizzo di energie alternative per strutture pubbliche e private. Introduzione di una sharing economy”. Chiude un passaggio sulla Partecipazione (declinata sui tre fronti di Parco, residenti e associazioni), fatta di “interazione con la comunità locale e di un tavolo condiviso permanente con le associazioni del territorio” e di “risorse da investire solo sul territorio, trasparenza dei bilanci, migliori forme di comunicazione da parte dell’ente”.

“Noi di Comunità Marinara delle Cinque Terre – si legge in una nota stampa - ci riconosciamo in tutti questi punti e chiediamo al Parco che tali proposte vengano seriamente considerate, vagliate ed inserite nel Piano del Parco. Auspichiamo la massima trasparenza nel processo in corso. Ci attendiamo quindi un coinvolgimento delle associazioni attorno alla discussione delle proposte inviate e soprattutto riteniamo importante che tali tematiche possano essere parte integrante del Piano del Parco, uno strumento importante che disciplinerà per i prossimi dieci anni la politica di gestione ed organizzazione di tutte le attività ed gli investimenti del Parco stesso, con una inevitabile ricaduta sul nostro territorio”.

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