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"Sì al Western Show. Ma le opere abusive vanno rimosse al più presto"

La sindaca di Follo, Rita Mazzi, spiega le ragioni di Palazzo civico.

Gli amici del cavallo
Falò per le insegne del Western Follo Show

Cinque Terre - Val di Vara - "E così finisce una lunga storia durata vent'anni. Western Follo Show e la Adsd Club Gli amici del Cavallo chiudono i battenti. Purtroppo l'attuale amministrazione comunale di Follo ha ritenuto opportuno non rinnovarci la concessione pensando di destinare l'area ad altre destinazioni d'uso". Lo ha annunciato con un post su Facebook Claudio Barbieri dell'associazione Gli Amici del Cavallo, con sede a Follo. E non solo un post, anche alcune eloquenti foto di un falò fatto con le insegne del Western Follo Show. In merito, con una nota stampa, è intervenuta la sindaca di Follo, Rita Mazzi.

“Sono sinceramente e umanamente solidale con l'associazione, così come tutta l’amministrazione comunale. Da rappresentante dell’ istituzione auspico che la situazione possa risolversi nel pieno rispetto della legalità. Detto questo, noi non siamo intimoriti nell’ esporci in prima persona, tant’è che la nostra Amministrazione che si sta davvero occupando di questa situazione ereditata dalla precedente Giunta, non vieta di certo lo svolgimento della
tradizionale festa dei tre gironi Follo Western Show, che già animava il nostro territorio
prima ancora che l’associazione allestisse il maneggio. Anzi siamo sostenitori dell’iniziativa che speriamo possa tornare quest’anno, se ovviamente l’emergenza sanitaria che stiamo ancora vivendo possa garantirne l’organizzazione”.

Tuttavia da Palazzo civico affermano che "nel corso degli anni sull’area di proprietà dell’ente sono stati commessi abusi edilizi costruendo strutture in legno e gettate in calcestruzzo, motivo per cui la precedente amministrazione notificò un’ammenda pari a 20mila euro, oltre all’obbligo di demolizione delle opere eseguite senza regolare permesso di costruzione. Multa che non è stata ancora liquidata e gli accordi economici di locazione non sono stati rispettati dall’associazione. Accordi che, ovviamente, prevedevano il versamento di un canone di locazione nelle casse del comune di Follo, che ad oggi non risultano totalmente pagate dall’associazione nello specifico mancano all’appello: il secondo semestre del 2019, l’intera annualità del 2020 e i primi mesi del 2021 appena conclusi".

“Considerando che anche il Tar a cui l’associazione si è appellata chiedendo la sospensione per le demolizioni, ha respinto nel 2020 il ricorso, preciso che non è possibile e accettabile ottenere deroghe e proroghe sulla base di richieste di ottenimento di un’area pubblica e comunale senza gara pubblica. E’ già stata concesso un anno di deroga con l’esclusivo obbiettivo di permettere il regolare ripristino dell’area. Oggi è pertanto necessario che l’associazione provveda al più presto alla rimozione delle opere realizzate in difformità dal permesso di costruire, in quanto in assenza di tale intervento non si potrà procedere con la pubblicazione di una nuova gara per affidare l’area", conclude la prima cittadina.

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