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Ultimo aggiornamento: Sabato 25 Maggio - ore 22.00

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"Censimento dei flussi e aumento della Cinque Terre Card"

Il presidente Toti ha incontrato a Manarola i sindaci dei comuni, preludio all'incontro di mercoledì: "Agiremo scientificamente". Pecunia: "Non si possono solo guardare i numeri di chi arriva". Resasco: "Non tifiamo per il numero chiuso".

Moggia: "centro unico di prenotazione"
"Censimento dei flussi e aumento della Cinque Terre Card"

Cinque Terre - Val di Vara - “Non siamo insensibili agli appelli di questi giorni. Ci sono state e magari ci saranno ancora giornate difficili anche se i numeri turistici della Liguria sono talmente confortanti che parlare di giornate difficili mi risulta strano”. Nella sede del Parco delle Cinque Terre, a Manarola, a due passi da un binario 2 stipato di turisti e con l’unico brevissimo tratto visitabile della Via dell’Amore alle spalle, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha convocato questa mattina le parti interessate per un incontro preliminare, preludio del tavolo tecnico che si terrà mercoledì a Palazzo Ducale. Si è parlato sommariamente di flussi turistici e dei problemi che preoccupano non poco alle Cinque Terre: come unire l’esigenza della sostenibilità con le necessità di chi col turismo lavora? Il governatore ligure era accompagnato dall’assessore Giacomo Giampedrone, ha incontrato i sindaci delle Cinque Terre Pecunia, Resasco e Moggia, oltre al consigliere del Parco Barli, al direttore Scarpellini, alla deputata Manuela Gagliardi.

Proprio il governatore ha introdotto la mattinata: “Come sapete e’ cambiata la situazione, c’è un presidente del Parco designato e aspettiamo il decreto di nomina che ho sollecitato al ministro. I numeri dicono che le Cinque Terre si dimostrano la punta di diamante nel mondo, insieme a Portofino. Il tema della gestione dei flussi e’ antico ma ci sono giornate e giornate. E’ vero che abbiamo accumulato un po’ di ritardo ma credo si debba affrontare dal punto di vista scientifico. Mercoledì in Regione parleremo di flussi, dei picchi che hanno, incrociando i dati ferroviari, con quelli dei battelli, delle crociere, etc...”.

Toti si è sempre detto scettico rispetto al numero chiuso: “Prima di parlare di un contingentamento, bisogna parlare di gestione dei flussi. Cosa si potrebbe fare? Immagino un ufficio gestito dal parco in collegamento con tuttti i comuni del comprensorio: non solo quelli del parco, tanto per intendersi. Ragioniamo sulla possibilità di allungare la percorrenza del Cinque Terre Express dalla stazione di Sarzana per allargare un po’ il campo. Per l’hub di Migliarina ci vorrà tempo. Ci vuole una gestione centralizzata, con gli strumenti che ci sono a disposizione (gps, mappature). E poi gli investimenti: fra Parco, Regione Liguria, fondo strategico e Ministero si devono trovare le risorse. Faccio degli esempi: la galleria che dalla stazione di Manarola porta i turisti in paese non è adeguata, forse con i tapis roulant come negli aeroporti si riescono a calcolare i flussi in modo preciso. Chiederemo a Rfi e ai comuni perché è importante ottenere un timing esatto. Potremmo infine chiedere un commissario straordinario. È evidente che anche di fronte ad un ufficio marketing del Parco si possono organizzare delle deviazioni per alleggerire certe situazioni. Portovenere ad esempio e’ la prima che mi viene in mente. Ad ogni modo, quando la domanda è superiore all’offerta, il primo calmiere è il prezzo, la soddisfazione del cliente: forse vendiamo troppo poco. E la Via dell’Amore? Con 12 milioni che la Regione ha deciso di mettere credo che il resto si può autofinanziare con un apposito project financing. Ma non sono cose che si fanno in un giorno, quando siamo arrivati noi la Via dell’Amore era chiusa”. E mentre Giampedrone chiede ai sindaci di aggiungere alla documentazione i piani di Protezione civile, la parola è poi passata a Enzo Resasco, sindaco di Vernazza e presidente facente funzione dimissionario del Parco: “Ho letto di un accostanti fra Parco 5 Terre e Parco d’Abruzzo ma mi preme dire che hanno storie completamente diverse. Qui noi abbiamo investito 1,2 milioni sulla rete sentieristica soprattutto quella verticale dove però la gente non va. Il numero chiuso? Capisco faccia notizia ma vorrei chiarire una volta per tutte che qui non si vuole chiudere nulla ma semplicemente arrivare ad una gestione sostenibile. Ci sono delle coincidenze locali che non ci permettono di gestire questi flussi. Per esempio il giorno che sono uscite fuori quelle fotografie che in 3’ hanno fatto il giro del mondo, nessuno ha detto che i vaporetti non funzionavano perché il mare era mosso”. Poi il monito che Resasco ripete da tempo: “Le Cinque terre sono brand che può svalutarsi, attenzione. Dobbiamo gestire le comitive: non si possono portare 80 persone tutte insieme, una comitiva al massimo ne dovrebbe mettere insieme 25. Nessun terrorismo, qui non vogliamo mandare via il turismo ma ci vuole qualità. La nostra proposta è che si differenzi il prezzo della Cinque Terre Card a seconda del periodo. E ricordo che per definizione, il turista e’ chi sta almeno 24 ore in un posto. Noi siamo una destinazione escursionistica, non turistica. Siamo preoccupati ma disponibili a trovare soluzioni”.

Fabrizia Pecunia, sindaco di Riomaggiore, ribadisce la necessità di un progetto a lungo termine per le Cinque Terre. Qualcosa che vada al di là del qui e ora, qualcosa che miri ad un discorso di meri numeri: “Sono d’accordo con Toti sulla necessità di una conoscenza dei flussi però vorrei dire al presidente che il turismo alle Cinque terre non si può limitare ai numeri. Dobbiamo prenderci degli impegni nella gestione e nella programmazione che questo tavolo dovrà fare. Perché i numeri alti possono anche essere controproducenti. Ricordiamoci che siamo in un parco nazionale, credo che il ministero dell’ambiente dovrebbe avere ruolo strategico. Quindi? Quindi Noi non dobbiamo solo gestire i flussi ma dare un futuro strategico di questo luogo unico. Non mi preoccupa solo il turismo low cost, mi preoccupa la coscienza di chi viene qui a fare una foto nel solito punto e se ne va dopo 10’. Penso non possa minimamente capire dove sia, cioè in un luogo che è patrimonio dell’umanità. Vendiamo un brand 5 terre che non dovrebbe esistere più: quello delle casette colorate e del paesaggio. Si svuota così il valore del parco: sono per numeri inferiori ma per tutto l’anno, sono per le esperienze che rispettino la nostra identità. E poi presidente, qui abbiamo stazioni rimaste ferme agli anni ‘80, una Via dell’Amore chiusa da anni che prima della frana faceva 870mila visitatori l’anno. Infine, la cosa più importante, stiamo attenti alla sicurezza, un tema da affrontare seriamente”.

Sulla stessa falsa riga Federico Barli, che rimarca attenzione nei confronti delle esigenze anche di chi da anni si impegna nel recupero delle terre agricole: “Non è un parco dei divertimenti, credo che a fianco del tavolo sui flussi so debba pensare ad un tavolo sull’agricoltura. I terreni incolti, il ripristino dei terrazzamenti, occorrono nuovi strumenti per aiutare le cinque terre a fare agricoltura. Perché una parte del turismo è rappresentato dai nostri prodotti”. Il sindaco di Monterosso Emanuele Moggia ha chiuso la serie di interventi: “Se affrontiamo la cosa in modo scientifico possiamo trovare una soluzione. Come Comune di Monterosso presenteremo la proposta fatta al Mibact per arrivare ad un centro unico di prenotazione”. E sul recupero del tratto della vecchia galleria dismessa fra Levanto e Monterosso che di fatto collegheremo finalmente le Cinque Terre alla riviera, Moggia si dice favorevole anche se spiega le difficoltà: “Sarei assolutamente favorevole, anche se le condizioni sono diverso dal tratto Bonassola-Levanto che ha diverse aperture e un tracciato regolare. Qui invece dopo 400 metri c’è una deviazione che porta dritti all’attuale galleria. Si dovrebbe trovare un modo anche per lo sbocco a Monterosso visto che negli anni si è costruito è l’unica possibilità è trovare uno spazio in Via Pomeo, dove ci sono comunque dei terreni privati”.

Nella prossima riunione verranno analizzati insomma i dati numerici, dai pernottamenti alle Carte parco, fino ai biglietti ferroviari e i piani di Protezione Civile, in modo da operare uno screening completo della stagione turistica e individuare punti di forza e criticità.

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Turisti in stazione
Pecunia, Barli, Toti, Resasco
Toti, Resasco, Moggia, Giampedrone


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