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Buongiorno Cds-Storie-Ragionare per immagini

- Sono cinquant’anni che fa questo lavoro e ancora oggi, a distanza di così tanto tempo, quando dipinge prova una forte emozione, come se fosse la prima volta.
Il successo e la fama mondiale che lo circondano, non lo hanno cambiato, è un uomo umile, che non crede di essere un’artista ma bensì un artigiano. Per lui dipingere è un’esperienza di grande dolcezza, ma anche di grande tensione; quando osserva una tela e la tela osserva lui, instaura un rapporto con se stesso, che gli permette di guardare dentro la sua anima e il suo cuore.
Francesco Vaccarone nasce a La Spezia il 4 Ottobre 1940, comincia a dipingere giovanissimo, all’età di 16 anni e scopre così di avere talento.
All’età di 17 anni decide di partecipare ad un concorso a Siena, che vince, ritirando una medaglia d’oro, che oggi ha deciso di regalare alla sua nipotina. Nella giuria, c’era un famoso Storico d’Arte, Enzo Carli, con il quale instaurò una lunga amicizia, tanto che Carli scrisse la prefazione della prima monografia di Francesco nel 1973. E’ molto legato alla sua città natale, e nonostante i grandi spostamenti causati dal lavoro, che lo hanno portato a Genova, Milano, Roma, Stoccolma, fino ad arrivare in America, è sempre tornato nel suo Golfo dei Poeti, dalle sue amatissime Cinque terre, che sono il luogo vero della sua anima.
Nel 1976 l’Università di Clermond Ferrand in Francia, gli dedica una mostra nella quale presenta temi molto significativi. Il primo che espone attraverso le sue straordinarie opere, è quello dei Clochard, figure senza pace e patria. Vide i Clochard per la prima volta nel 1985 durante un viaggio con amici a Londra, rimase sorpreso da questa realtà che alla Spezia non esisteva; aveva visto persone povere, al tempo nello spezzino c’erano tre o quattro senza tetto che venivano anche per strada, aiutati dalla comunità e dalla carità delle persone. A Londra era diverso, tanti i ragazzi, gli uomini e gli anziani che non avevano una casa o un luogo dove poter dormire e mangiare. Un pasto caldo. Rimase colpito da tutto ciò e decise in seguito di dedicare a questa esperienza varie opere.
Il secondo tema che lo rappresenta alla mostra in Francia è quello dei Gabbiani; nasce nel 1973, quando un giorno, a Monterosso con tutta la sua famiglia, vide un gabbiano intrecciato in fili e catrame. Lo prese e lo pulì, pensando fosse inutile e che il gabbiano non sarebbe riuscito a sopravvivere. Si sbagliava, perché ad un tratto il gabbiano riuscì a fare qualche passetto, lo guardò, quasi in segno di riconoscenza e spiccò il volo. Dietro ogni sua tela, un’esperienza vissuta.
Come ogni artista, Francesco ha un’opera a cui è particolarmente legato: è il quadro che lo fece vincere al concorso di Siena e che, dietro consiglio della madre, decise di non vendere. Lo comprò proprio lei e lo tenne nella sua camera da letto fino alla sua morte.
Ora il quadro è tornato a Francesco, segna l’inizio di un grande successo e gli ricorda sua madre. Oltre ad essere un grande pittore,Vaccarone si diletta anche nella scultura, a cui si affaccia nel 2005 quando inizia a lavorare a due grandi bassorilievi in marmo dedicati a Giovanni Paolo II. “L’umano nel divino, il divino nell’umano”, per il Comune di Noceto e inaugurati nel 2006, anno in cui gli viene dedicata una mostra antologica dal Comune di Parma.




Mercoledì 19 maggio 2010 alle 08:30:30
ILARIA MORELLI
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