Buongiorno Cds-Storie- Paola, painting from New York
- Non provare a cercare sole nei suoi quadri, o luce di mondi impossibili. Forse ci troverai solo lei, e labbra. Di donna, spesso, ove vi si legge a guardar bene, tutta la vita, da vivere o vissuta. Lei, si chiama Paola Repiccioli, oggi spezzina, donna non qualunque, nata nel 1960 a New York e per giunta figlia d’Arte. Il padre era un famoso scultore, e lei non può far altro che entrare nel mondo artistico in tenera età. Basta osservare il genitore mentre dar vita alle sue sculture in marmo. Rientrata in Italia, la passione è sempre più forte da spingerla a vedere mostre di ogni genere. A soli 13 anni incontra una famosa pittrice, che le insegna ad usare quelli che saranno i suoi più importanti strumenti per dipingere: la spatola e i colori ad olio. Comincia così il suo percorso artistico, fatto di poche cose: il pensiero di dipingere ciò che sente e non ciò che vede. L’anima, senza arrischiarsi a negarla, mai. Il vero frutto dell’introspezione. Da’ vita a numerosi dipinti, ma decide ad un certo punto di fermarsi e di occuparsi a tempo pieno delle sue figlie, la sua più grande soddisfazione. Finchè ti accorgi un giorno che manca qualcosa: la pittura, ancora lei. Sente il bisogno di ricominciare a dipingere e scavare dentro di se. Decide di cambiare colori, abbandona quelli ad olio per sperimentare gli acrilici e nuove tecniche, alla ricerca della tridimensionalità.
Paola ama il colore, ma non si accontenta dei colori standard, cerca di dar vita attraverso la sua fedele spatola a nuovi, i colori dei suoi pensieri, quelli che ha dentro di se. Le sue opere sono caratterizzate prevalentemente dalle donne e in particolare dalle labbra; secondo Paola sono proprio le labbra ad esprimere ciò che è una donna. Dalle labbra può nascere amore, odio, tristezza, felicità, ci si fa conoscere, o si conosce qualcuno. Si bacia con le labbra; baci d’amore, fraterni, amichevoli; i volti spesso sono rappresentati senza occhi, ma solo con grandi labbra, le stesse che a volte ritroviamo librare nell’aria.
In molti dei quadri, vi sono delle linee cha a primo impatto potrebbero sembrare tecniche specifiche di pittura, invece hanno un significato ben preciso: il tempo, il trascorrere di questo, il suo fermarsi. Il tempo che può darti una spinta, come il bastone davanti al cielo che avanza.
L’ultimo suo quadro si intitola “La donna in burka”, nasce in seguito ad un viaggio in Egitto ed è stato uno più complicati che ha realizzato; 15 giorni di studio, riflessione, pensiero. Questo dipinto rappresenta una donna in burka quasi trasparente, tanto da permettere di intravedere il viso poco delimitato, che sembra quasi un tutt’uno con il paesaggio che sta dietro di lei. In questa opera, al contrario di molte altre, mostra gli occhi del soggetto. Un simbolo, poiché le donne che lo portano riescono purtroppo ad esprimersi solo attraverso questi.
Per Paola l’Arte è un qualcosa che va al di la della commercializzazione e del mercato, non riesce a dipingere su commissione. Attraverso la pittura cerca di far conoscere i suoi più intimi pensieri; fino a scovarne di nuovi e forma mai immaginati. A Maggio si regalerà una personale a Forte dei Marmi, continuando nel suoi lavoro infinito.
Mercoledì 21 aprile 2010 alle 08:30:18
ILARIA MORELLI
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