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Buongiorno Cds-Storie- Marco Casentini:”Grazie Spezia”.

- Nel 1961 nacque Marco Casentini, originario di La Spezia e futura promessa dell’Arte Contemporanea. Frequentò le scuole dell’obbligo a La Spezia e già all’inizio delle medie cominciò a fare i primi disegni e ha scoprire l’amore per la pittura. Arrivato alla scelta della scuola superiore, decise di iscriversi al Liceo Artistico di Carrara, che frequentò per quattro anni, proseguendo poi gli studi all’Accademia delle Belle Arti, sempre a Carrara.
Nel frattempo però, i suoi genitori, per necessità lavorative, si trasferirono a Lucerna in Svizzera e lui rimase alla Spezia con la nonna, continuando ciò che più lo appassionava. Questa separazione dai genitori non fu molto sofferta fortunatamente, perché Marco li raggiungeva spesso nei week-and e stava con loro appena aveva qualche giorno di vacanza da scuola. In quei tempi in Svizzera vigevano leggi molto severe che riguardavano gli emigrati; per una coppia sposata era possibile trasferirsi in Svizzera, ma era assolutamente vietato portare i figli. Queste fece si che Marco, durante i periodi che andava a trovare i genitori, dovesse passare le sue giornate nascosto, in modo che nessuno avrebbe potuto vederlo, da abusivo. Nel 1983 riesce ad ottenere a Lucerna un contatto con la galleria Nanu, che gli offre la possibilità di tenere la sua prima mostra personale.
Decise, in seguito, di tornare alla città natale per un periodo, dove conosce sua moglie Antonella, compagna fedele, che lo seguirà in tutti i suoi spostamenti.
Decisero insieme, nel 1988 di trasferirsi a Milano, dove Marco cominciò una collaborazione con Francesco Vaccarone, pittore noto, anche lui originario della Spezia. A Milano, Marco fece diversi lavori, si affiancò ad un fumettista e fece supplenze nelle scuole; lavorava di giorno per mantenersi e dipingeva la notte.
I quadri del periodo milanese furono contraddistinti da un uso del colore tipicamente lombardo: ocra, terre, verdi, gli stessi colori che si osservano nel paesaggio della città lombarda.
In questo periodo Marco cominciò a viaggiare molto per tutta l’Europa, soggiornando spesso a Nizza, Parigi, Barcellona, Amsterdam e Monaco di Baviera.
Nel 1996 decise di uscire dall’Europa per avventurarsi negli Stati Uniti d’America; i suoi dipinti si arricchirono di nuovi colori e nuove atmosfere, con una luce tipica del paesaggio californiano.
L’anno seguente nacque il suo primo figlio, Matteo, che gli cambiò profondamente la vita e il modo di dipingere; cominciò ad usare colori sempre più accesi, abbandonando definitivamente la luce cupa dei dipinti del periodo milanese. Dedicò un quadro a suo figlio, intitolato “Matteo’s dreams”, un dipinto verde che rappresenta la passione di Matteo per la natura.
In concomitanza alla nascita del figlio, Marco decise di trasferirsi per un periodo di sei mesi ad Hermosa Beach, una cittadina della contea di Los Angeles, dove cominciò a lavorare per la realizzazione del suo primo Wall Painting, al Museo d’Arte Paolo Pini di Milano.
Nel 1998 realizzò la sua prima mostra negli Stati Uniti, con la Ruth Bachofner Gallery di Santa Monica. L’anno successivo fu un anno molto importante per Marco, con due grandi mostre per la Brian Gross Fine Art di San Francisco e per la Wasserman Galerie di Monaco di Baviera; gallerie che tutt’oggi lo rappresentano.
Nel 2002 decise di trasferirsi nuovamente ad Hermosa Beach dove nacque la sua secondogenita Giulia, un’altra grande emozione.
Questo grande pittore, nonostante la fama mondiale, le numerose ore di lavoro e i molti trasferimenti da una città all’altra, non ha mai perso l’amore per la famiglia e per i suoi bambini, che adesso, essendo più grandi, partecipano con grande entusiasmo al lavoro del loro padre. Anche criticando e dando consigli, che spesso per Marco si rivelano utili.
Marco inoltre nutre una forte gratitudine nei confronti della sua città natale e di tutte le persone che gli sono state vicine, dandogli consigli e facendolo diventare un professionista. Una stima reciproca, però, ed è per questo che a Maggio gli dedicherà un’importante mostra presso il CAMEC, il Centro di Arte Moderna e Contemporanea della città.



Venerdì 30 aprile 2010 alle 08:30:48
ILARIA MORELLI
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