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Buongiorno Cds-Storie-Le mie paraolimpiadi, ogni giorno

- Si, vivo su una carrozzella. Sono giovane, e le mie paraolimpaidi, nella mia città, ogni giorno le disputo così, come vi racconto. Arrivati ormai nel 2010, il problema delle barriere architettoniche in giro per le città, dovrebbe essere solo un brutto ricordo. Purtroppo non è così, e La Spezia, come tante altre, non garantisce ai suoi cittadini diversamente abili il diritto e il piacere di poter circolare tranquillamente per le strade, con la propria sedia a rotelle e godere di molti servizi che, i così detti “normodotati”, utilizzano nella loro quotidianità.
Uscire di casa seduti su una carrozzina, manuale o elettrica che sia, comporta per le persone che vivono questa condizione, imbarazzo di fronte ai mille sguardi che li accompagnano. Da quando escono di casa, a quando varcano di nuovo la soglia della propria dimora, finita la giornata.
Ma questa sensazione di forte imbarazzo si accentua quando non si riesce a fare un gradino, quando si rimane incastrati mentre si cerca di scendere uno scalino, quando si vorrebbe andare dall’altra parte della città e non è possibile perché gli autobus che dovrebbero essere attrezzati non sempre funzionano. E pensare di andarci “a ruote” è poco conveniente e a volte pericoloso.
I diversamente abili quando non riescono a salire su un marciapiede sono costretti a costeggiarlo o addirittura a costeggiare le macchine parcheggiate, camminando così in mezzo alla strada, rischiando di essere travolti e magari causare qualche incidente.
Ad esempio, Viale San Bartolomeo presenta questo problema; tutti i marciapiedi hanno scalini altissimi, impossibili da salire con carrozzine, pericolosi da scendere perché si rischia di sbilanciare la carrozzina e far cadere la persona in difficoltà e altrettanto pericolosi da costeggiare, in quanto tutti i fianchi dei marciapiedi sono adibiti a parcheggi.
Altresì per un diversamente abile è difficoltoso raggiungere il Tribunale della città dalla detta via; altrettanto complicato è raggiungerlo da Piazza Dante, in quanto nell’attraversamento pedonale vi sono i salvagenti, con scalini di grandi dimensioni.
Lo stesso problema si presenta nei marciapiedi che costeggiano il raccordo autostradale; qui oltre ad esserci scalini di grandi dimensioni, abbiamo in mezzo ai marciapiedi, dei pali della luce o della corrente elettrica, che non permettono a nessun tipo di disabile o a mamme con i passeggini di passare tranquillamente.
Problemi di questo genere non li troviamo solo in giro per le strade; ad esempio il raggiungimento dell’ASL di Bragarina, che avviene in mezzo alla strada costeggiando le macchine parcheggiate, ma anche negli uffici e nelle Istituzioni della città. Nell’ASL n°5 di Via XXIV Maggio ad esempio, l’ascensore è molto piccolo e per determinati tipi di sedie a rotelle è difficoltoso o addirittura impossibile riuscire ad entrare.
Inoltre la maggior parte dei tasti degli ascensori di Istituzioni, uffici o addirittura servizi pubblici, come potrebbe essere il cinema, sono posizionati troppo in alto da non poter permettere ad un disabile che esce solo di poter usufruire dell’ascensore.
Di non poco conto è il problema di non poter entrare liberamente nei negozi della città; le zone più difficoltose sono Corso Cavour, Via Prione e molti negozi del centro città, dove la maggior parte dei gradini sono altissimi e non si riescono a salire nemmeno con l’aiuto di qualche brava persona che passa lì per caso. Così molti disabili sono costretti a non poter comprare o semplicemente avere il piacere di curiosare tra gli scaffali dei negozi.
Avete mai provato a prendere un autobus con un diversamente abile? Chi ha avuto questo coraggio purtroppo è rimasto molto deluso; in determinati orari di passaggio dei mezzi pubblici vi è contrassegnato il simbolino che sta a indicare che quell’autobus può portare i disabili. In realtà, non sempre gli autobus sono in grado di farlo per diversi motivi: gli autobus che passano non sono attrezzati, gli autobus sono attrezzati ma l’attrezzatura non funziona, oppure l’attrezzatura funziona ma i marciapiedi delle fermate dei mezzi pubblici non permetto di farla funzionare.
Infine, come ultima cosa, ma non di minore importanza, per le famiglie con disabile a carico è molto complicato se non addirittura impossibile trovare case o appartamenti che possano ospitarli. Purtroppo la maggior parte degli edifici della città, hanno “l’handicap” di avere una serie di scalini prima di poter arrivare all’ascensore, di solito dai cinque ai dieci scalini, che costringono i famigliari dei disabili ad adottare sistemi poco sicuri, per loro e per le persone di cui si prendono cura, per poter arrivare all’ascensore.
E’ giusto che queste ultime barriere architettoniche siano abbattute, per garantire alle persone in determinate situazioni, di poter vivere il più normalmente possibile e di potersi sentire come gli altri: “normali”.
Lunedì 3 maggio 2010 alle 08:30:54
ILARIA MORELLI
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