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Buongiorno Cds- Storie-Il miracolo del corpo

- E’ un miracolo della natura, il corpo. Se lo rispetti. Lei ci parla. L’appuntamento è in pieno giorno. Ogni volta che devo fare un’intervista l’ansia sale, ma questa mi rende particolarmente nervosa; non conosco molto la danza e so che sto per parlare con una donna che su questa ha improntato la sua vita.
La sto aspettando in un bar, fa caldo e ad un certo punto vedo arrivare una ragazza bellissima, lunghi capelli neri mossi, un fisico invidiabile. Mi si avvicina, mi sorride e subito i suoi grandi occhi scuri mi rapiscono.
Si presenta "Michela Lucenti" e comincia a raccontarmi la sua storia.
Nasce alla Spezia nel 1971 e fin da piccola esterna la grande passione per la danza. Le chiedo che tipo di bambina era e sorridendo risponde:"Una bambina molto chiusa, legavo poco con i miei coetanei ed ero molto inquadrata nello studio e nella danza". Inizia a studiare classica e contemporanea con Loredana Rovagna al Centro Studi Danza; gli occhi le si illuminano quando parla di Loredana, ha una forte stima nei suoi confronti e un forte affetto.
Conosce la compagnia di Pina Bausch e i danzatori internazionali importantissimi a soli 15 anni e mi dice:"Ho sempre avuto un grande interesse per la coreografia, adoro ballare e interpretare, ma dar vita ad una coreografia è una grande soddisfazione".
Decide di provare ad entrare in qualche compagnia teatrale; fa provini in tutta Italia, viene scelta da tutte le compagnie ma decide di andare allo Stabile di Genova. Scuola vecchio stile, ma soprattutto vicina a casa e ai genitori.
Nel 1995 Michela dà vita alla sua prima compagnia: decide di chiamarla Impasto, in quanto vuole amalgamare danza, recitazione e canto. Ci riesce perfettamente e comincia la sua prima e lunga tournée nazionale.
Ancora spettacoli, nuove coreografie ed ecco la nascita di una nuova compagnia, battezzata con il nome di Balletto Civile. Mi spiega :"Ho deciso di chiamarla così per dare valore alla parola Balletto che significa “azione danzata”, mentre Civile indica il fatto che molto spesso la danza viene intesa come qualcosa d’etereo". Per lei è fondamentale che la danza si sporchi con la realtà, la danza ha una valenza politica.
Secondo questa grande ballerina, sapersi muovere e comunicare con il corpo è davvero importante ed è possibile raccontare storie attraverso così. Per dare vita a tutto ciò spiega ancora : "Si fanno duri allenamenti e si impara a catturare il corpo degli altri ed è per questo che spesso con la compagnia andiamo in ospedali psichiatrici, carceri, dove impariamo a confrontarci con problemi mentali e fisici". Secondo Michela è poco costruttivo scrutare luoghi comuni, bisogna conoscere luoghi dove il corpo da segni di sofferenza, urla.
Passione e sensibilità sono le due più grandi caratteristiche di questa donna spezzina, abituata a girare l’Italia in lungo e in largo, ma sempre con un po’ di nostalgia e malinconia per la sua città natale. Non nasconde che le piacerebbe portare alla Spezia un po’ della sua arte, ma è spaventata e restia, confessa: "Qualche proposta è arrivata, sto ragionando su cosa fare".
La danza come amore. E forse l’amore vero ne ha uno stretto bisogno.








Lunedì 10 maggio 2010 alle 08:30:23
ILARIA MORELLI
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