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Buongiorno Cds - Storie - Cosimo Cimino e l’arte del riciclaggio

- E’ uno dei sei artisti che tra il 1967 e il 1968 alla Spezia, dà vita al Circolo Culturale “Il Gabbiano” che diventa un importante centro di cultura e di ritrovo per tutti gli appassionati d’Arte.
Il grande artista di cui parliamo è Cosimo Cimino, originario di Palermo, che viene trapiantato alla Spezia per motivi di lavoro; essendo insegnante di Storia dell’Arte nel 1962 qui si trasferisce, e qui risiede e lavora tutt’oggi.
Pittura, assemblaggio, fotografia e librismo il suo fare, e tutte le sue opere sono caratterizzate dalla contrapposizione fra l’ordine e il disordine. "Ovvero le contraddizioni dell’uomo", racconta.
Nel 1980 tiene un’importante mostra alla Galleria Grotta a Genova. Da qui nasce un forte interesse per il riciclaggio, che diventerà la caratteristica più importante delle sue opere.
Cominciano ad apparire sulle sue tavole anche vere e proprie frasi.
Cimino, decide di abbandonare i colori a olio, per sperimentare gli acrilici e l’intonaco, regalando alle sue opere un aspetto denso e ruvido. Aggiunge materiali di recupero.
Arriva poi il momento “delle caramelle”. Caramelle vere, dolcetti costruiti con ogni tipo di materiale riciclato, un mondo dolce e colorato.
Nel 1989 Cimino si dedica alla musica e con essa caratterizza le sue opere. Utilizza strumenti e parti degli stessi, realizzando gong di carta silenziosi.
Nel 1992 ecco che arriva un nuovo modo di creare opere. Questa volta il materiale protagonista è la carta bianca. Striscioline irregolari, sottili e arrotolate formano figure e parole in rilievo.
Le ultime opere di Cimino sono state create con questo metodo. Ha deciso di raffigurare un albero con un cappio, l’Italia fasciata di carta bianca con alcuni punti rossi, simbolo dei problemi del nostro paese e delle ali.
Una nuova mostra, organizzata a Sarzana nel 1997, segna un modo di fare arte. Sempre materiali riciclati, ma questa volta i protagonisti sono le lattine. Colorate, piene di parole, perfette insomma per bellissimi collages.
Il Comune della Spezia, nel 2001, promuove un progetto, di cui faranno parte Cosimo Cimino e altri quattro pittori spezzini. Viene battezzato con il nome “Di luce in luce” e ha il compito di illuminare diversi posti della città con le opere di questi artisti. Cimino, decide di utilizzare come tema le cravatte, accessorio maschile molto elegante, poste sui tronchi degli alberi.
Negli anni successivi si dedica al ritratto, alla creazione di natura morta e di paesaggi.
Raffigura l’attore Alberto Sorrentino, Paolina Borghese Bonaparte e vedute solari di Riomaggiore e Tellaro.
Nel 2004 si dedica alla fotografia e alla nascita di numerosi reportage. Amalgama fotografia e pittura, riportando attimi di quotidianità.
Nel 2005 ecco apparire sulle opere di questo grande artista nuovi materiali riciclati. Questa volta si tratta di bicchieri, macchine fotografiche, occhiali rotti. Il loro scopo è di formare la figura geometrica del cerchio. "Un aggancio alla dimensione dello spazio e della vita", spiega Cimino.
Giovedì 13 maggio 2010 alle 08:30:16
ILARIA MORELLI
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