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Ultimo aggiornamento: Giovedì 13 Dicembre - ore 22.06

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Ap & Daun/Rumori a Sarzana? Una vexata quaestio

Ap & Daun/Rumori a Sarzana? Una vexata quaestio

- Il “pezzo” sulla guerra aperta cittadini locali del collega Fabio Lugarini, sulla situazione di via Rattazzi alla Spezia che ho letto giovedì pomeriggio, non mi è proprio giunto come notizia…nuova.
Faccio alcune/talune doverose premesse.
Essendo io cresciuto con questa fama poi conquistata sul campo anche volendone dimostrare la veridicità - e non si tratta certo di titoli di merito, ma sono cose che vanno dette, ergo:
1) Ero (qualcuno dice che a tratti lo sono ancora) un tiratardi a denominazione di origine controllata.
2) Ero (qualcuno dice che a tratti lo sono ancora) un fumatore accanito, una volta con residenza virtualmente conquistata a Istanbul e dintorni.
3) Ero (qualcuno dice che a tratti lo sono ancora) un bevitore professionista del livello dell’americano di Renato Carosone o dell’uomo da night stile Fred Buscaglione.
4) Ero (qualcuno dice che a tratti lo sono ancora) un casinaro anche a causa di una voce che proprio da basso non è
5) e taccio altre voci.
Essendo inoltre residente in un luogo, Sarzana, che quando cominciai ad uscire di casa senza l’obbligo di rientrare entro mezzanotte-l’una, non offriva nessuno svago di rilievo nel centro storico…
Sono un profondo conoscitore del fenomeno rumori notturni.
E non si facciano battute scontate sulle, come dire… notizie dall’interno che viaggiano all’esterno provenienti da luoghi fisici, corporalmente intesi.
Dunque, i rumori notturni sono anche “vexata quaestio” all’ordine del giorno del centro storico di Sarzana. Da quando la capitale della val di Magra – mi piace proprio definirla “cosìe” (sarzanesism) _ è diventata meta di gruppi di giovani e meno giovani, l’argomento è ricorrente, in piazza, e nei salotti.
Grazie a locali per giovani e meno giovani (pregasi notare la spinta di autoconvinzione del tiratardi ad oltranza, come i rigori), che sono stati aperti.
Inutile contarli, chi viene a Sarzana sa quanti e quali sono. Quelli che viaggiano oltre la mezzanotte, di locali, non sono pochi, no?
C’è stato un regolamento che l’amministrazione comunale ha adottato: musica bassa all’interno dopo la mezzanotte, che tutti più o meno osservano. C’è anche chi ha impianti di insonorizzazione regolarmente approvati che consentono un prolungamento di orario. Le forze dell’ordine, Polizia Municipale in primis, verificano che le regole siano rispettate. Così come l’occupazione del suolo pubblico da parte dei locali medesimi. I famigerati/tanto discussi “dehors”. In entrambe le occasioni chi sgarra paga multe salatissime. Roba da 1000-2000, ma anche fino a 23.000 euro (in questo caso c’è stato un ricorso, sarà il giudice ad avere l’ultima parola). Fatti documentati.
Esperienza personale: ho sempre abitato in centro storico, guarda caso sopra o di fronte a locali frequentatissimi, ben oltre la mezzanotte. Non solo per coerenza, ma anche per rispetto del lavoro e divertimento altrui, ho sempre litigato con i miei vicini intolleranti a oltranza rispetto ai rumori provocati dal local.
Facendo una netta distinzione: se il volume della musica è alto manifestamente, nel vero senso della parola e il gestore ci marcia, allora è legittimo, come dire, perdere le staffe alle 2 del mattino.
Ma se il cittadino si indigna perché svegliato dall’ignoranza degli avventori, che sbraitano, ridono sguaiatamente, spaccano bottiglie e si divertono a fare del casino, beh, cavolo c’entra il barista/ristoratore/pizzaiolo e affini? Perché prendersela con lui?
Non se ne uscirà mai dalle proteste.
Anche perché il governo cittadino a Sarzana, non ha mai dato il via libera reale ai locali che tengono aperto ben oltre la mezzanotte. Anzi negli ultimi anni c’è stato una rigorosa e comprensibile attenzione nei confronti di chi ha, peraltro, il sacrosanto diritto di dormire.
Parentesi:
Pensare, questo bisogna scriverlo…sottovoce, che alcuni amministratori _ anche importanti uomini politici diventati _, negli anni ’70 e ’80, non disdegnavano, dopo una seduta serale del consiglio comunale, concludere con una partitella a pallone in piazza Matteotti by night. Magari dopo avere mangiato una pizza a quella che fu la migliore pizzeria dell’epoca, l’Autolinee di Enzo e Vittorio. Nessuno protestava. Sarà un caso?
Chiusa parentesi.
Insomma: ma chi stabilisce la legittimità dell’incazzometro sui rumori? Il buon senso?
Ma dove sta di casa il buon senso? Chi ce l’ha e può amministrarlo autorevolmente rispetto a questo argomento?
A Sarzana come altrove non c’è nessuno che può farlo.
E il problema non sarà mai risolto. A meno che non decidano che nella provincia della Spezia c’è il coprifuoco, tutto chiuso, nessuna possibilità di svago, e Vergassolianamente principali punti di ritrovo i Bancomat come accadeva nel comune capoluogo. Ma no, voto no fermissimo.
Sapete io cosa ho sempre pensato e detto pubblicamente/scritto?
Trattasi di questione di rispetto. Il rispetto per sé stessi e per gli altri che anche da noi, in provincia _ dove le cose arrivano … esime ed ...esime… rispetto ai grandi centri _, sta venendo a mancare.
Altra parentesi, stavolta breve
_ Occhio che sta emergendo il mio lato filosofico-sacerdotal-utopistico _
Benissimo, dicevo:
Al limite anche a me, a voi che state leggendo questo pezzo, e a chi non lo legge (obviously)…
Non ce ne frega niente di niente nella misura peggiore.
Ovvero: va bene tutto, ognuno è libero di fare qualsiasi cosa, basta che… non leda il nostro spazio vitale. Insomma… basta che non ci rompa i c....!
No?
Potrei allargare la discussione a temi molto più importanti che, partendo da questo presupposto, per me confermano l’esistenza di un’ipocrisia serpeggiante sulla tolleranza di disabili, colori di pelle diversi dal bianco, ammalati… ma anche di questo sto parlando… magari in un’altra occasione ne parlerò, comunque.
Ecco la mia spiegazione che ripeto.
Non ce ne frega niente di niente nella misura peggiore.
Ovvero: va bene tutto, ognuno è libero di fare qualsiasi cosa, basta che… non leda il nostro spazio vitale. Insomma… basta che non ci rompa i c...!
L’ho diffusa purtroppo senza grande successo il primo gennaio 2008 ad un gruppo di ragazzi che ancora alle ore 14 a sparare delle autentiche bombe carta, altro che razzi. Preciso che ero tornato a casa intorno alle 5 del mattino, e loro implacabili erano già lì’, sotto la mia finestra a sparare…ripeto più che razzi, delle autentiche mini bombe carta da Stadio Olimpico nell’ultimo Roma-Fiorentina. Ciò che racconto è fatto realmente accaduto, che spiega la bontà della mia teoria. Insomma letteralmente non riusciì a prendere sonno, occhio. Aggiungo che é stata l’unica volta che ho perso le staffe,…
«… a me sono proprio ‘ncazà de bruto», si direbbe in dialetto sarzanese, ma comunque è una partita che ho perso.
Benissimo, esasperato e facendomi interprete del pensiero di tutto l’isolato di piazza Cesare Battisti/piazza Garibaldi, scesi in strada e li affrontai a muso duro. Erano in 12, tutti sotto i 20 anni _ anche se la mia lucidità in quel momento non doveva essere proprio al 100 per cento, diciamo… _.
«Ragazzi _ dissi _, intanto buon anno! E, lo dico perché li ho sparati anch’io i razzi: siete stati davvero bravissimi a fare da colonna sonora a questa magica notte. Ma ormai è tardissimo, è pomeriggio non vi sembra che sia l’ora di smettere, insomma, in dialetto ve lo dico “an che l’avé ‘na cà? Andeghe»!
Mi guardarono con la classica espressione che mandava questo messaggio:
«…Cazzo vuole ‘sto vecchio…»
Comunque, il più spavaldo rispose:
«Se sono in vendita si possono sparare ‘sti razzi, cosa vuole che le dica, se la prenda con chi fa le leggi, io sparo quanto mi pare».
«Ah, sotto questo aspetto hai ragione _ replicai _, ma ascolta e ascoltate tutti _ aggiunsi _, io conosco tutti qui intorno e in città, voi non mi sembra che abitiate nei paraggi, forse neanche a Sarzana, mi sbaglio»?
Risposta:
«E’ vero, siamo di fuori, ma cosa c’entra questo»? disse il ragazzo.
«Cosa c’entra ?_ urlai io con tutta la voce a disposizione _ Eccome se c’entra. Vai sotto casa tua a sparare ‘ste bombe carta, vai a rompere i coglioni a tuo papà e a tua mamma, a zii e nonni. Andate, andate a sparare sotto la finestra dei vostri genitori. E vediamo se sono contenti di voi e delle leggi che sfruttate a vostro piacimento».
Oh, incredibile… uno dopo l’altro abbassarono lo sguardo e se ne andarono, almeno così io credetti…
Tornai verso casa, entrai dentro il portone e mentre salivo le scale verso il mio appartamento mi si accese una lucina nella testa _ sempre poco lucida _ … Cominciai a fare un conteggio alla rovescia…
«Dieci, nove, otto, sette, sei…».
Al cinque….
Booom…. Boom… Boom… tre bombe carta una dietro l’altra.
E i ragazzi che io credevo arresisi che urlavano e ridacchiavano…
«Sì… sì… andiamo a casa nostra a sparare…»
Vedi che anche a protestare poi non è che si ottenga poi quello che si vorrebbe…

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